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Cos’è l’economia?

Storia dell'economia: i 3 modelli

Economia, definizione:

“L’ECONOMIA È SCAMBIO TRA DUE OPPOSTI: LA DOMANDA (CHI È DISPOSTO AD ACQUISTARE) E L’OFFERTA (CHI È DISPOSTO A VENDERE) AVENTI IN COMUNE L’INTERESSE PER  LE  RISPETTIVE MERCI DI SCAMBIO.”


I modelli economici del passato, del presente e del futuro.

 


10.100 anni raccontati in 10 minuti: storia dell’economia passata, presente e futura: i 3 modelli economici from Roger on Vimeo.


 

Ogni sistema economico del passato ha rappresentato una diversa filosofia ed un modo completamente nuovo di ragionare rispetto ai precedenti. La storia che stiamo per ripercorrere ci ricorda che ad ogni passaggio da un modello a quello successivo, gli uomini hanno attraversato delle crisi molto simili a quella che stiamo vivendo anche oggi.

Per riuscire a comprendere i tempi che ci attendono, quale accelerazione hanno subito le evoluzioni economico-sociali e capire come prepararci ai cambiamenti in corso è necessario partire da 10.000 anni fa.

10.000 anni fa l’uomo viveva di caccia e raccolta spostandosi di posto in posto alla ricerca di cibo era un nomane.

La sua vita media difficilmente superava i 20 anni e fu così fino a quando non scoprì che piantando un seme e coltivandone i frutti poteva garantirsi la sopravvivenza e il benessere tutto l’anno senza essere costretto a migrare.

Con l’aumento demografico dovuto ai mutamenti climatici ed altri fattori, il gruppo delle donne divenne più stanziale e cominciò ad occuparsi maggiormente di coltivare vegetali e allevare animali con particolari caratteristiche.
Anche i maschi ridussero l’ampiezza territoriale della caccia che diventò solo complementare.
La struttura familiare si adattò ad una divisione dei compiti più rigida tra i sessi, incentrata sulla produzione agricola più con l’aumento della popolazione.
La maggiore stanzialità e l’introduzione di una vera e propria agricoltura accelerarono la crescita demografica e la dipendenza femminile perché la natura offriva loro abbondante cibo senza sforzo.

 


Il Modello Agricolo: l’agricoltore e l’artigiano.

Creò così il primo vero e proprio sistema sociale ed economico che oggi chiameremmo FOOD ECONOMY, l’economia del cibo, perché il mezzo di creazione di valore era il cibo.
Le figure chiave di questo sistema sono l’AGRICOLTORE e l’ARTIGIANO.
ERA NATO IL MODELLO AGRICOLO.
Il cibo veniva lavorato con le mani e ciò a livello sociale comportava che per garantire maggiore sicurezza servivano MOLTE MANI e quindi anche famiglie molto numerose.

La ricchezza apparteneva all’aristocrazia che possedeva la terra ma questo sistema garantì comunque un più alto livello di benessere rispetto a prima.

Con l’avvento delle prime macchine agricole capaci di sostituire decine e decine di lavoratori questo modello entra in crisi. Il latifondista annuncia agli agricoltori che presto non avrà più bisogno di molti di loro e li invita ad andarsene.

Molti agricoltori perdono il lavoro e ciò li getta in una profonda crisi costringendoli a migrare in città per diventare operai. Il loro tentativo di resistenza al cambiamento però non cambia il corso della storia.

 


 

Adam Smith: il Modello Industriale.

250 anni fa gli aristocratici capirono che le guerre per il controllo della ricchezza erano diventate economicamente insostenibili. La produzione di armi e fucili era troppo costosa perché ogni fucile era un pezzo unico prodotto artigianalmente.

ADAM SMITH fa analizzare tutte le fasi della lavorazione artigianale pezzo per pezzo e le trasforma in processi produttivi da fare eseguire alle macchine che riprodurranno instancabilmente i gesti dell’artigiano fabbricando fucili tutti uguali.


SMITH inventa così la STANDARDIZZAZIONE dei processi produttivi.


Ecco che l’artigiano viene sostituito dall’operaio; la nuova figura chiave. Gli operai sono interscambiabili e non devono avere conoscenze particolari perché hanno il compito di produrre in modo automatico. Anche l’operaio e un pezzo del marchingegno industriale.

Persino la sua paga è standardizzata come tutto il resto. E’ qui che nasce il concetto di MASSA, di economia di massa e di servizi di massa come per l’informazione: i MASS MEDIA.
Anche l’istruzione viene standardizzata per dare alle persone conoscenze limitate al ruolo che dovranno ricoprire all’interno del marchingegno ed essere sempre sostituibili.

SIAMO NEL MODELLO INDUSTRIALE.


La scarsità artificiale come mezzo di controllo della ricchezza e del potere.

Chi può permettersi di costruire la fabbrica è l’ex aristocrazia che ora si chiamava borghesia. Nel sistema industriale il mezzo di creazione di valore diventa la scarsità artificiale.


Chi possiede i mezzi economici per costruire la fabbrica, per controllare le materie prime o possiede le conoscenze sfrutta la sua posizione ed i contratti per diventare l’unico produttore di un bene e costringere i consumatori ad acquistarlo da lui.


Ma circa 70 anni fa, grazie al genio di scienziati come Alan Turing arriva l’invenzione del computer. E’ da qui che parte il terzo sistema economico e sociale detto KNOWLEDGE AND TECHNOLOGY ECONOMY.
Il nuovo mezzo di creazione di valore è LA CONOSCENZA.

La nuova figura chiave è il lavoratore della conoscenza (il KNOWLEDGE WORKER), cioè una persona che con un computer; che è l’equivalente di una fabbrica usa la propria conoscenza per creare innovazione APERTA.

 


 

Alan Turing: il Modello della Conoscenza.

I mezzi di produzione ora sono accessibili a tutti e ciò mette in crisi il modello industriale e con esso il vecchio modo di pensare. Nel 1998 tre knowledge workers inventano il formato audio MP3 che nel giro di pochi anni è responsabile del crollo dell’industria musicale così com’era concepita. Lo stesso destino toccherà all’informazione stampata che verrà soppiantata dai blog.

Con la nuova centralità della conoscenza e l’avvento della robotica entriamo nella cosiddetta economia 4.0. Grazie all’invenzione della stampa 3D si ritorna all’auto produzione ed all’artigianato creativo. Il futuro del lavoro vedrà scomparire la figura dell’operaio e l’efficienza delle persone nei ruoli tradizionali verrà sostituita da algoritmi di massa.

 


Tutte le volte che si passa ad un nuovo modello avviene una rivoluzione ma ciò che rimane dei vecchi modelli produce resistenze e “crisi”.


 

Ancora una volta il vecchio modello tenta di sopravvivere al nuovo. Ecco che una nuova crisi sociale produce resistenze laddove l’innovazione vorrebbe strappare il controllo all’uomo nato nel sistema industriale e che oggi si trova perduto.

 


Chi avrà le competenze e le peculiarità umane ed intellettuali per non essere sostituito da un algoritmo?

Non si può resistere per sempre al cambiamento, oggi però, rispetto al passato l’apporto della tecnologia alla conoscenza ci mette in grado di trovare delle soluzioni alla cosiddetta crisi.

Occorre accettare che il futuro sarà diverso dal passato, e dipenderà dalle nostre scelte. Visto il progresso della tecnica saranno necessari nuovi paradigmi perché un mondo antico si sta sgretolando.

Alcuni illustri pensatori della nostra epoca come Noam Chomsky e Johseph Stiglitz pongono al centro dell’attenzione l’armonizzazione e l’eguaglianza come capisaldi della spontanea maturazione delle capacità dell’uomo al servizio dell’uomo.


Storia dell'economia: gli economisti


Warren Mosler pone l’accento sulle soluzioni contro lo strapotere finanziario. Alberto Bagnai invece ci fa riflettere sulle disuguaglianze fra Stati più forti e Stati più deboli causate dagli squilibri del sistema politico e finanziario.

Marco Cattaneo inventa i Certificati di Credito Fiscale (CCF); una sorta di abbuoni sulle tasse che se immessi nell’economia consentono di rimettere in circolazione tutta la moneta necessaria che oggi si trova nel sistema bancario prima che i risparmi diventino preda della finanza in crisi.

Nino Galloni invece prevede un’economia fondata su modelli di sviluppo basati sulla valorizzazione di tutte quelle capacità produttive, artistiche e ambientali in grado di rimodellare il sistema economico sulla nuova società facendo leva sulle abilità personali e collettive oggi così indispensabili per la cura dell’ambiente, degli anziani, e dello sviluppo culturale destinati a diventare l’ossatura del business dei prossimi cento anni generando un reddito di esistenza utilizzando moneta fiduciaria, complementare, biglietti di Stato, credito a tassi fortemente negativi.

Benché oggi si senta parlare ancora di crisi, ci troviamo invece nel massimo potenziale delle nostre capacità produttive che verranno sempre più amplificate grazie alla robotica e all’informatica.
Dovremmo infatti occuparci della equa redistribuzione delle risorse per il perseguimento del pieno sviluppo del benessere collettivo.

Laddove non sarà possibile l’evoluzione umana saranno le società ed i modelli economici ad evolvere affinché il mondo che ci circonda riesca a dare i frutti che all’uomo ed all’ambiente servono per vivere in prosperità.

 

 


Scritto da:

Corrado izzo, Costantino Rover, Luca Mibelli, Nino Galloni


 

 Il presente materiale va inteso come di pura divulgazione.
L’Economia Spiegata Facile: Benché i dati e i contenuti siano stati vagliati, provengano da fonti ufficiali, siano di valore scientifico e provengano da studi accademici e/o da statistiche ufficiali ed archivi storici, la loro esposizione è volutamente sintetica e semplificata al fine di renderli comprensibili al grande pubblico.
Questo materiale non sostituisce la lettura scientifica o lo studio accademico e/o di più alto profilo.
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