Econo-Mia

I DERIVATI FINANZIARI E I PICCOLI RISPARMIATORI – Parte I

Derivati finanziari

In un giorno assolato di fine novembre mi stavo recando a Roma per un appuntamento di lavoro. Un imprenditore voleva incontrarmi perché aveva contratto un mutuo a tasso variabile con Veneto Banca per una somma considerevole e nel contempo aveva stipulato un Interest Rate Swap, uno strumento finanziario derivato. Secondo l’imprenditore c’era qualcosa che non andava nei contratti che aveva sottoscritto anche alla luce del fatto che la stessa Banca, ai fini del successo dell’operazione, l’aveva “invitato” a sottoscrivere azioni Veneto Banca per 250.000  Azioni che oggi, alla luce del recente dissesto finanziario di Veneto Banca, non valgono nulla.

Spesso gli istituti finanziari consigliano soggetti privati sull’acquistare derivati o altri strumenti finanziari finalizzati ad operazioni di investimento, che non sempre sono convenienti per chi le sottoscrive. Quindi, sapere come difendere se stessi e i propri risparmi da investimenti non convenienti è fondamentale per evitare brutte sorprese.

Una di queste dubbie proposte di investimento sono gli strumenti finanziari derivati. Spesso vengono venduti anche ai privati che vanno semplicemente in banca a chiedere un mutuo.

Negli ultimi tre anni le vendite degli strumenti finanziari derivati sono diminuite sensibilmente: da 480.294 a 281.882 contratti come si rileva dall’indagine di Banca d’Italia (tavola 3).

Ma che cosa sono i derivati?

Si chiamano derivati (derivatives) poiché il loro valore “deriva” dalle variazioni di un’altra attività finanziaria (azioni, obbligazioni, indici, tassi d’interesse, tassi di cambio, …) o reale (petrolio, oro, argento, grano, …), detta sottostante.


Sottostante


Gli strumenti finanziari derivati sono degli strumenti che consentono a chi li acquista di effettuare operazioni di finanza speculativa ma anche e soprattutto consentono al possessore di tutelarsi dal rischio di tasso d’interesse, dal rischio del tasso di cambio e da tutta un’altra serie di rischi più complessi di cui parleremo più avanti.

Il loro valore può essere quotato sui mercati regolamentati, ma la stragrande maggioranza dei contratti non è quotata. In questo caso, vengono collocati su mercati non regolamentati OTC (over-the-counter).

Di seguito una descrizione schematica del derivato che è stato venduto al mio cliente, ovvero l’Interest Rate Swap.

Prendiamo due soggetti:

– il soggetto A che ha stipulato un mutuo di 100.000 € decennale al tasso di interesse variabile calcolato come tasso Euribor di riferimento a 3 mesi + 2%;

– il soggetto B che ha stipulato un mutuo di 100.000 € decennale al tasso d’interesse fisso del 5,5%.

Entrambi non sono soddisfatti della scelta del tasso di interesse compiuta: il soggetto A vorrebbe il tasso di interesse fisso perché teme un rialzo dei tassi, e quindi di pagare delle rate più alte rispetto a quelle preventivate; il soggetto B invece vorrebbe pagare sul suo mutuo il tasso di interesse variabile poiché pensa che sia in arrivo un ribasso del tasso d’interesse.

La loro soluzione è stipulare un contratto derivato chiamato Interest Rate Swap nel quale il soggetto A e il soggetto B si scambiano reciprocamente il tasso di interesse da pagare sul proprio mutuo.

Ciò vuol dire che, stipulato il contratto derivato, B pagherà il tasso di interesse variabile e A pagherà il tasso di interesse fisso, a scadenze prestabilite.

Nell’operazione è necessario che due principi vengano rispettati: i mutui di A e B devono essere uguali sia per ammontare di capitale che per durata.

Chiaramente uno dei due soggetti dell’esempio può essere rappresentato anche da una banca o da un’istituzione finanziaria.

Imparate come difendere voi stessi e i vostri risparmi poiché le vostre aspettative di risparmio e/o di guadagno spesso non coincidono con quelle del settore finanziario. Informatevi ed evitate di sottoscrivere operazioni di dubbia convenienza se non siete effettivamente coscienti di ciò che state firmando.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

3 pensieri su “I DERIVATI FINANZIARI E I PICCOLI RISPARMIATORI – Parte I

  1. Aggiungerei che i derivati si dividono in Assicurativi e SPECULATIVI.
    Sono assicurativi quei derivati che in america, vengono definiti, Vaniglia, tale tipologia si presta per essere un cittadino protetto, come nel caso sopra indicato, nel senso che pagando una quota, viene tutelato sull’aumento dei tassi di interesse..Cioè con tale “aggiunta” si stipula un accordo il quale se aumenta o diminuisce il tasso… ma il tizio lo ha fatto perché venga tutelato affinché questo non aumenti.
    Di diverso aspetto sono i così detti titoli speculativi… ovvero tali derivati, si basano sulla SCOMMESSA che viene effettuata in base ad un contratto. Esempio – una società può scommettere che l’autovettura del vicino o di altre persone possa capitare che venga danneggiata o distrutta… è solo un esempio… ma per un importo molto ma molto maggiore.
    Per cui diciamo tiferà affinché tale situazione si avveri… se allargate lo sguardo penso che molti derivati fino ad ora fatti, vanno proprio nella direzione di distruzione dell’italia.

    1. Ciao, grazie delle precisazioni.
      L’articolo che hai appena commentato è solo il primo di una serie che intende svelare tutti i dettagli della faccenda, ma grazie del contributo.

      Lo giriamo all’autrice.

  2. Ciao Orazio, grazie della precisazione. Per introdurre l’argomento ho cercato di spiegare i derivati da un punto di vista base e nella tipologia più diffusa che viene offerta dagli intermediari finanziari ai piccoli risparmiatori. I derivati speculativi, più complessi, cercherò di trattarli approfonditamente più avanti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.