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Mario Monti – i traditori dell’Italia

Mario Monti - i traditori
Mario Monti, ritratto di Costantino Rover - © economia spiegata facile
Ecco a voi Mario Monti, ritratto di Costantino Rover - © economia spiegata facile

Mario Monti, bocconiano doc, nasce figlio di un banchiere che, invece di avviarlo ad attività più adatte alle sue reali capacità, testimoniate in seguito dai fatti, gli consente di seguire le orme del padre.
I casi della vita, il peggiore che potesse capitare agli italiani.

Dedito alla stabilità di bilancio, un po' meno ai doveri di uno statista verso il suo popolo, è riuscito a farsi raccomandare dai mercati persino per ricoprire la carica di presidente del Consiglio.

Anche gli italiani ci hanno messo del loro. Otto su dieci lo volevano premier. Oggi dovrebbero ripassare la storia per non ricadere nel tranello della rispettabilità degli uomini in giacca e cravatta.

Da qui in avanti sarà un florilegio di performances d'accatto tipiche degli incapaci degni di questo nome.
È così che riesce a fare danni ovunque egli metta le mani.

Vi raccontiamo la storia del personaggio ideale per la galleria dei traditori dell'Italia.


MARIO MONTI, chi, super Mario? No, quello era un altro.
Storia di una persona che veniva scambiata per un'altra.

Economista nel curriculum, un po' meno nei risultati conseguiti, come vedremo, nella sua carriera ha ricoperto, nell’ordine, le seguenti cariche:

Commissario europeo per_il_mercato_interno_e_i_servizi

Commissario_europeo_per_la_concorrenza

Senatore_a_vita

Ministro_dell'economia_e_delle_finanze_della_Repubblica_Italiana

Presidente_del_Consiglio_dei_ministri_della_Repubblica_Italiana


Oltre a queste ha ricoperto numerosi incarichi pubblici e privati, inclusi ruoli nell'Aspen Institute e diversi all'interno di Goldman Sachs.
E poi molto altro ancora: Presidente Europeo della Commissione Trilaterale 2010-2011 (dopo di lui sarà il turno di Jean-Claude Trichet), Primo Presidente e membro onorario del Think Tank Bruegel, frequentatore del Gruppo Bilderberg.


In seguito alla sua provvidenziale defenestrazione da Palazzo Chigi diventa capo di un soggetto politico che si millanta partito. Si squaglierà nell'arco di pochi mesi, certificando il definitivo livello di apprezzamento che può vantare presso gli elettori.


Chi è e cosa fa Mario Monti

Quando nell’autunno del 2011 viene fatto senatore a vita, pur di ficcarlo a Palazzo Chigi al posto di Silvio Berlusconi a guidare, nel ruolo di Mario-netta di Governo tecnico a guida tedesca, un esperto del settore racconta di averne dato annuncio a suo padre:

“Papà hanno fatto senatore il figlio del tuo amico Monti”.
“Chi, quello intelligente?” Chiede il padre.

“No, quell’altro” Risponde lui.

Il suo primo provvedimento di rilievo è l’infausto decreto dal profetico nome, Salva Italia con il quale, tra le altre cose, si affretta ad anticipare i tempi per l’inconvertibilità della Lira nell’Euro.
In cosa consiste questo procedimento? Fa sì che gli italiani possano convertire le vecchie Lire, talvolta nascoste in qualche cassetta di sicurezza o ereditate da parenti vicini e lontani fino al 2012.
Ecco, Mario Monti anticipa i tempi di prescrizione della vecchia Lira e chiude i cordoni della borsa prima di quanto non fosse legale farlo.

La Cassazione sancisce che la norma è incostituzionale. La sentenza potrebbe costare allo Stato 1,3 miliardi di Euro, l'equivalente delle lire non convertite benché incassate tre mesi prima.

Già da qui scopriamo che il suo unico scopo è di fare cassa in tutti i modi.

Il seguito della sua, anzi della nostra storia è già scritto nel libro di ricette europee che la Troika gli dona come incoraggiamento per il prestigioso incarico ricevuto.
Quando lo mostra agli amici, ne cancella il titolo e scarabocchia a mano sulla copertina uno nuovo.
Per farlo sembrare farina del suo sacco lo intitola Agenda Monti. 


Le mosse del curatore fallimentare
scambiato per salvatore della patria
Nasce il concetto di manovra lacrime e sangue

È con il Governo Mario Monti che viene coniato il concetto di manovra lacrime e sangue, ovvero l'applicazione pratica della asuterity più cruda.
A dire il vero Mario Monti è un vero profeta della cosiddetta e mitologica asuterità espansiva, che si traduce in linguaggio semplice con, ti tasso e ti taglio i servizi per fare crescere te e l'economia.

Diciamocelo chiaro, non ha mai funzionato da nessuna parte in cui sia mai stata impiegata durante una recessione e nemmeno dove c'era anche una semplice difficoltà dell'economia.
Non c'è un singolo caso di studio che dimostri la sua efficacia poi in casi come quasiasi economia simile a quelle europee.

Ma a questo servono i media e i guru carismatici, no?
A raccontare favole e a fare abboccare le masse.

A questo servono i tecnici: a fare ciò che ai politici non conviene fare.
Tanto nel frattempo tutti i fans dei guru cairsmatici si saranno dimenticati che il loro idolo ha portato ad affogare tutti quelli che si sono fatti suadere dal suono del piffero.
A dire il vero ci siamo andati di mezzo tutti.
Ed ogni volta, dopo il passaggio del purgatore, sarà di nuovo lasciato tutto a politici bravi (a parole) a riaccendere la speranza degli elettori con nuova falsa promessa di far ripartire il carrozzone.

Comunque, tornando a noi, ecco tutte le successive mosse di Mario Monti, tipo come la riforma Fornero.
Ecco cosa prevede:

  • Il passaggio dal sistema retributivo al sistema contributivo;
  • l’aumento dell’età pensionistica: minimo 20 anni di contribuzione e 66 anni di età per donne del pubblico impiego e uomini (Pa e privati), 62 anni per donne del settore privato (poi 66 anni e 3 mesi nel 2018), 63 anni e 6 mesi per donne lavoratrici autonome (che diventeranno gradualmente 66 anni e 3 mesi nel 2018);
  • abolisce la pensione di anzianità il che crea il problema degli esodati;
  • l’adeguamento dell’aspettativa di vita non più triennale ma biennale, a partire dal 2019;
  • allungamento dell’età pensionabile delle lavoratrici, per renderla nel tempo uguale a quella dei lavoratori

Insomma... i famosi sacrifici...


L'agenda Monti: ricette per l'austerity

Tra i capisaldi il taglio di 28 miliardi alla sanità in appena 10 anni.

Agenda Monti e austeriti, grafico della spesa sociale nazionale dal 2001 al 2013
Grafico della spesa sociale nazionale dal 2001 al 2013

 

Agenda Monti e austeriti, grafico della produzione industriale in Italia e nell'eurozona
Qui abbiamo il grafico della produzione industriale in Italia e nell'eurozona

 

Agenda Monti e austeriti, rafico sull'occupazione in Italia e in Europa
Questo è il grafico sull'occupazione in Italia e in Europa

 

Mario Monti e l'austerity, grafico del rapporto debito/PIL dal 1938 al 2015

 

Grafico sull'andamento del PIL in Italia
L'andamento del PIL in Italia

 

Qui ecco elencati tutti i danni della austerity introdotta da Mario Monti in Italia.

 

Nemmeno con le sue ricette (in realtà ricette europee) lo Stato è riuscito a contenere i costi previdenziali. In aggiunta ha causato danni sociali al Paese.
In più, nel frattempo, il debito pubblico è continuato a salire. Formidabile il suo risultato di un ben più 129 miliardi in appena 11 mesi nelle vesti del “salvatore della patria”.
Un'impresa! Un balzo simile era riuscito solo ad Amato e a Berlusconi.


Mario Monti e la sua austerity: i tagli alla sanità pubblica
Con il decreto Salva Italia, Mario Monti ha salvato le banche ma distrutto lavoro, salute pubblica e domanda interna

fonte dei dati sui tagli dei posti letto.

 


Per fortuna che, mentre taglia sul lavoro, salute pubblica e servizi ai cittadini, trova i soldi per saldare in anticipo i conti con le banche.
Senza darne mai spiegazioni, il 3 gennaio 2012 fa bonificare due miliardi e mezzo a Morgan Stanley con largo anticipo rispetto alle scadenze previste dai contratti.
Questo fatto avveniva prorio nel periodo in cui il suo Governo si affrettava ad approvare la legge Fornero che produrrà gli epocali provvedimenti legati al fenomeno degli esodati.

Per le banche i soldi si trovano sempre e si trovano subito. Un valore pari al 10% del Salva Italia sfuma così.

Toccherà alla Corte dei Conti intentare il recupero di quel danno. Verrà fermata da un “difetto di giurisdizione” che interromperà l’azione della Corte.

Solo con questo “giochetto” Mario Monti ha causato danni in solido per 4 miliardi, senza contare ovviamente gli incalcolabili danni sociali e all’economia.


Un Capitan Patacca contro lo spread

Durante il suo fulgido mandato si diffondono strane voci sul suo conto, come quella che grazie a lui lo spread dei BTP si era abbassato.
Nulla di più falso. All’insediamento come presidente del consiglio, lo spread cala per merito del primo quantitative easing di Mario Draghi, che assorbe il colpo della crisi su tutti i Titoli del sud Europa.

Di lì a poco, nonostante normal Monti, o forse proprio grazie a lui, lo spread (segnale dell'opinione che i mercati hanno della credibilità di un Paese) ricomincia a risalire sugli stessi livelli del crepuscolo berlusconiano, svelando il bluff Montiano.


Leggiamo dal libro di economia spiegata facile


Mario Monti non fu autore dell'abbassamento dello spread
Il merito del calo dello spread a inizio mandato di Mario Monti fu dovuto all'intervento della BCE sui mercati. Pagina tratta dal libro di economia spiegata facile.

Mario Monti ha dato la mazzata finale all'Italia.
Mario Monti ha dato la mazzata finale all'Italia. Pagina tratta dal libro di economia spiegata facile.

 

Era appunto stato l'intervento della BCE ad abbassare lo spread subito dopo la defenestrazione di Berlusconi.


Fortemente voluto alla guida del Paese da Re Giorgio Napolitano, il giaguaro con lo sguardo da rapace, secondo solo a quello di Romano Prodi, Mario Monti è fedele alla stabilità del bilancio, un po' meno al popolo italiano.

 

Un plebiscito ha salutato le peggiori nefandezze contro la Costituzione e il popolo italiano.
Partiti presenti? Tutti, nessuno escluso.

Massimo fautore in Italia della severa difesa del neoliberismo, il suo insediamento era stato applaudito da quasi tutti i partiti italiani.
Ottiene la fiducia del Senato con 281 sì, 25 voti contrari (quelli dei senatori leghisti).
Nessun astenuto.
I votanti erano 306.
15 i senatori assenti.

Tra loro, 5 senatori a vita (Levi Montalcini, Ciampi, Scalfaro, Pininfarina, Andreotti).
Alla Camera votano contrari 59 deputati leghisti più Mussolini e Scilipoti: i soli.
Vota a favore persino il PdL unito, compreso persino il suo padrone, l'appena ricacciato in panchina, Silvio Berlusconi e la (in seguito) sovranista Girogia Meloni; allora era in quota PdL.

Si ricorda che un altro luminare in politica, l'ormai dimenticato, ma sempre sul nostro libro paga, Ignazio La Russa, sghignazzante come suo solito, dichiarerà, al rientro a Palazzo Chigi dalla pausa pranzo (citiamo a memoria): "Avete voluto fare fuori Berlusconi? E adesso beccatevi la Troika!".

In effetti non fa una piega.


Ma è un'altra la votazione che segna il destino dell'Italia.
È in occasione di quella che probabilmente è la più grave violazione della Costituzione che l'Italia si ricordi.
Viene infatti approvato all'unanimità - quindi compresa la Lega - l'introduzione del pareggio di bilancio nella Costituzione.
Un articolo incostituzionale.

È il 30 dicembre del 2011, appena 16 giorni dopo il suo insediamento (festivi inclusi).
Con l'approvazione del Fiscal Compact l'austerity diventa costituzionale.

L'Italia è il primo Paese al mondo ad adottare questa norma europea. Il primo al mondo a fare qualcosa di simile.


Gli italiani acclamavano a gran voce il salvatore Mario Monti

Adesso è troppo facile prendersela con il "buon" Mario e con i partiti che l'hanno promosso, pur di sbarazzarsi della responsabilità di far pagare agli italiani il conto dell'Euro e della cattiva gestione dello Stato.
Ricordo in quel periodo, quando non c'era verso di spiegare ad amici, colleghi e parenti, che Monti ci avrebbe portati diritti al punto in cui ci siamo ritrovati il giorno del suo addio.
Nel fondo della palude.

Allora i sondaggi parlavano chiaro: 8 italiani su 10 volevano Mario Monti alla guida di un governo tecnico.
Oggi scaricano tutta la colpa su un complotto, che certamente c'è stato, ma di cui allora non importava che a due italiani su dieci.

Mario Monti premier? Sì per 8 italiani su 10
Mario Monti premier? Sì per 8 italiani su 10
Ebbe il massimo gradimento rispetto ai predecessori

Mario Monti anche dopo la crisi?
Mario Monti anche dopo la crisi? Gli italiani dicevano ancora sì

Certo ci fu un assedio mediatico che manipolò l'opinione pubblica e di questo dobbiamo ringraziare giornalisti che chiameremo in causa fra i traditori dell'Italia, ma non c'era nessuno, ripeto, nessuno che volesse ascoltare la verità su quest'uomo (tabelle del sondaggio completo).

Il gregge volle andare al macello senza voler sentire ragioni. Anzi più di qualche volta venivo sbeffeggiato come fossi un appestato o un esagitato. Ricordo persino chi mi disse: "io voglio credere a Mario Monti, se no non so a chi credere".

FATE PRESTO, il titolo del Sole 24 Ore che chiedeva la rimozione del Governo Berlusconi e l'insediamento forzato di Mario Monti
FATE PRESTO, il titolo del Sole 24 Ore che chiedeva la rimozione del Governo Berlusconi e l'insediamento forzato di Mario Monti

 

Quando Beppe Grillo chiedeva il colpo di Stato
Quando Beppe Grillo chiedeva il colpo di Stato

Dalla lettera di Beppe Grillo a Giorgio Napolitano scritta direttamente dal suo blog ufficiale:

"Il Governo è squalificato, ha perso ogni credibilità internazionale, non è in grado di
affrontare la crisi che ha prima creato e poi negato fino alla prova dell’evidenza."

"In questa situazione lei non può restare inerte.
Lei ha il diritto-dovere di nominare un nuovo presidente del Consiglio
al posto di quello attuale. Una figura di profilo istituzionale, non legata ai partiti,..."


Oggi lo stesso fascino per il burocrate, rispettabile perché sempre in giacca e cravatta non ha smesso di ammaliare gli italiani.
Il prossimo ad essere acclamato dai media e poi dal popolo è l'altro Mario.
Stavolta sulla rampa di lancio c'è super Mario Draghi. Quello che diede la tesi di laurea con Federico Caffè con una critica alla moneta unica e che lo stesso professore chiamò in seguito, traditore.

Recente sondaggio su Mario Draghi primo ministro
Recente sondaggio su Mario Draghi primo ministro

 

STANCO DI CREDERE
AI SALVATORI DELLA PATRIA?

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L'approvazione del MES

Ma il libro delle ricette europee prevede un'altra polpetta avvelenata.
È quella che ci viene cucinata in data 19 agosto 2012.
Si tratta votazione n. 13 (seduta n. 669 del 19/07/2012) con la quale il Parlamento approva il MES di cui si è tornati a parlare negli ultimi mesi.

Il MES viene approvato ad ampia maggioranza.
Votano contrari la Lega, compatta e Crosetto,  mentre un esiguo manipolo di dissidenti del PdL si astengono.
Assente la "sovranista ma sempre senza fretta" Giorgia Meloni.

 

Come andò la votazione del MES
Come andò la votazione del MES - fonte openpolis

 

 


Mario Monti il comunicatore

Tra le migliori perle del Mario Monti comunicatore figura la difesa dell'intervento di Christine Lagarde che sputtana la Borsa di Milano (-17%) grazie alla famosa frase "Non siamo qui per “chiudere gli spread”. Ci sono altri strumenti e altri attori per gestire queste questioni".

Ma le sue migliori dichiarazioni, con ispirato senso comunicativo, sono altre.

La prima e forse più "importante" è: "Qual è il più grande successo dell'Euro? Ma la Grecia!"


Quindi per riassumere il Monti pensiero:

tutti i Paesi e tutte le economie si devono adeguare alla Germania. Cosa vuoi che sia l'aumento della mortalità infantile dovuto alla povertà dei cittadini?


Seconda "Stiamo distruggendo la domanda interna".

Che riassunto vuo dire:

  • distruggere la domanda interna significa ridurre i consumi nel mercato interno, ovvero dei tuoi prodotti.
  • Meno i tuoi prodotti si vendono e più devi ridurre i costi di produzione.
  • Nell'Euro ridurre i costi di produzione significa tagliare i salari e le garanzie dei lavoratori, che sono costi per le aziende (capito a cosa servivano la legge Fornero, gli esodati e poi in seguito le renziane imprese dell'aboizione dell'art. 18, il jobs act, ecc.?).
  • Riducendo i salari i consumatori italiani avranno meno potere d'acquisto, perciò acquisteranno di meno o per minore valore prodotti che producono con il loro lavoro. L'importante è che le produzioni italiane scendano di prezzo per essere competitive.
    Tanto per loro ci sono sempre le merci di importazione, a bassi costi: per dei morti di fame bastano e avanzano.
  • Distruggendo la domanda interna le tue aziende meno competitive venderanno di meno e quindi saranno costrette a licenziare.
  • Tutto questo ha un unico obiettivo: mantenere bassa l'inflazione e quindi rinsaldare la stabilità dei prezzi e dell'Euro.
  • Anzi in realtà ce ne sarebbe un altro: far morire le piccole imprese (cioè l'ossaura imprenditoriale dell'economia italiana) per sostituirle con le grosse industrie straniere attirate dalla manodopera a buon mercato e con pochi diritti.

Insomma, di nuovo l'obiettivo è diventare una copia della Germania.
Peccato che il gioco di prestigio non riesca a Monti.
Purtoppo aver aumentato e tasse senza programmare un veloce adeguamento della burocrazia agli standard mondiali, ha convinto gli investitori a restare a casa, più che non i salari da terzo mondo, a venire ad investire da noi.

E infatti...

Le conseguenze delle politiche di Mario Monti sulla domanda interna
Le conseguenze delle politiche di Mario Monti sulla domanda interna

 


È la stessa Ocse a certificare il successo di questa operazione. Nel suo Economic Outlook di novembre 2012 (pag 97) scrisse che l'austerità di Mario Monti ha fatto crollare i consumi ai tempi della fine della seconda guerra mondiale.

L'estratto del rapporto dell'Ocse sull'operato di Mario Monti
L'estratto del rapporto dell'Ocse sull'operato di Mario Monti

 

« While these actions have been able to avert downside tail risks so far, Italy entered its second severe recession in three years. Fiscal consolidation of nearly 3% of GDP this year weakened domestic demand, and private consumption has been falling at the steepest rate since the Second World War. Business confidence is low. The economic slowdown has put pressure on the financial sector: non-performing loans (NPL) are high and rising, liquidity conditions are tight and lending standards have become stricter. »
Grazie a Paride Lupo per la preziosa segnalazione.

E sempre premendo sul tasto dell'asuterity e della lotta contro i diritti civili e contro la democrazia...
Mario Monti contro i diritti civili
Mario Monti sempre contro la democrazia e i diritti civili

Del resto la concezione di democrazia di Mario Monti è piuttosto precise e ben definita.
Ce ne dà un gustoso assaggio, intervistato sempre da Radio anch'io, quando esprime la sua opinione sul referendum britannico per l'uscita dalla UE:

"Cameron ha compiuto un abuso di democrazia. Il referendum è stato convocato non per l'interesse generale dell'Ue o del Regno Unito o anche del Partito Conservatore, ma nell'interesse proprio all'interno del Partito Conservatore.
Un uso egoistico dello strumento democratico che gli è esploso in mano, gli ha fatto perdere tutto, come è giusto"

"Oggi nessun Parlamento nazionale è in grado di decidere per il bene del proprio Paese su questioni che richiedono la cooperazione internazionale. Su questo ci sono anche dei miti"

E chiude con un capolavoro:

“Se anche il Regno Unito votasse per restare ormai c’è un precedente

 


Tagli, tagli, tagli e lotta al debito pubblico, ma con quali risultati?
il DEBITO PUBBLICO con Mario Monti
il DEBITO PUBBLICO con Mario Monti

Gli exploit di Mario Monti accademico

Notevoli anche le figure di palta plateali in veste di accademico.
Eccone un fulgido esempio.

 

Non male neanche questa:

"Non dobbiamo sorprenderci che l'Europa abbia bisogno di crisi, anche di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell'Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario...
... Il potere politico ma anche il senso di appartenenza dei cittadini ad una collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico epsicologico del farle supera il costo politico e psicologico del non farle perché c'è una crisi in atto...
... Abbiamo bisogno delle crisi come quelle del G20 ... per fare dei passi avanti...
... Ma quando una crisi sparisce rimane un sedimento, perché si sono messe in opera istituzioni, leggi, ecc. per cui non è pienamente reversibile".


 

Mario Monti diplomatico

Poteva mancare le curriculum di mario Monti un flop diplomatico?
È il famoso e controverso caso dei Marò, non ancora giunto all'ultimo capitolo.
Mario Monti mente ripetutamente agli italiani, anche a mezzo TV, e mentre l'India infrange il diritto internazionale, il Governo italiano inanella un'incertezza dietro l'altra.
Anche in questo caso la debolezza diplomatica dell'Italia si dimostra imbarazzante per timidezza ed incapacità.


Queste illuminanti dichiarazioni esprimono tutto il suo valore umano, intellettuale e professionale.
VERAMENTE UN MAGO DELLA COMUNICAZIONE!


Non pago ed anzi, piuttosto affezionato ai governi tecnici in luogo di quelli democratici, proferisce altri illuminanti consigli:

Secondo Mario Monti, Draghi sarebbe un ottimo presidente del consiglio


Mario Monti quindi salvatore della patria, ma i risultati conseguiti gettano i più nel dubbio che si tratti di un vero economista, ad incominciare da Romeo er pizzicagnolo che, a seguito della manovra “lacrime & sangue”, la riforma Fornero, i tagli lineari alla spesa pubblica e alla sanità, nel 2012 dichiara, Così ero bono pure io”.


Mario Monti accompagnato alla porta

Forse non dà l'impressione di saper fare abbastanza bene le faccende per cui è stato messo alla guida del Paese senza nemmeno essere passato attraverso le elezioni.
Viene accompagnato alla porta dai poteri forti.
La storia darà ragione alla pedata che lo defenestra, come dimostra il seguente grafico sui tagli alla sanità.
Infatti qui normal Mario si impegna ma non eccelle.
Meglio di lui sapranno fare altri traditori, ma queste sono storie che racconteremo nelle prossime puntate.

I tagli alla sanità pubblica, austerity

Viene defenestrato dagli stessi falchi che lo avevano imposto a Napolitano, perché è così rapido nel fare danni, che gli italiani rischiano di accorgersi del penetrante cetriolo chiamato Europa.

Il figlio Giovanni, anch'egli laureato alla Bocconi, fino al  2011 è stato un top manager della Parmalat, ruolo che gli viene proposto da Enrico Bondi, amico di famiglia. Viene chiamato dal padre, Mario Monti come commissario straordinario per la spending review.
Insomma di padre in figlio.

Mario viene dunque rimesso in naftalina. Ne erediteranno la carica, di Presidente del Consiglio italiano, i due astri nascenti targati PD.
Anzi il primo è più che altro una meteora: Enrico Letta.
La sua credibilità e il suo temperamento saranno così prorompenti da farlo durare meno del predecessore, appena dieci mesi.
Meno del contratto di un calciatore abbonato alla panchina.
Mangia il panettone solo perché in politica non c'è mercato di riparazione.

Gli succede Matteo Renzi a cui riuscirà quasi tutto quello contro cui si era battuto il suo partito ai tempi di Berlusconi, più un bel pezzo del programma della Loggia P2.
Verrà fermato in tempo dai cittadini il 4 dicembre del 2016 nel referendum indetto da lui stesso.
Ma stiamo anticipando il profilo di un altro fenomenale traditore.

Di Mario possiamo dire tutto nel bene o nel male ma verrà ricordato per essere stato l'Arrigo Sacchi dell'austerity.
Dopo di lui nulla (dell'Italia) sarà più come prima.


Quando Mario Monti ci disse: "sapevatelo!"

Mario monti dunque, non è stato un lume della scena politica e nemmeno un gran burocrate, ma certamente è fedele ai patti.
Ed abbiamo ben poco da lamentarci. Ahinoi, cari italiani dalla memoria corta... tutto sommato ci aveva avvisato con un bel margine di anticipo che la nostra ora era scaduta da un pezzo.

Mario Monti: basta con i sorrisi, adesso è l'ora dei sacrifici
Mario Monti: basta con i sorrisi, adesso è l'ora dei sacrifici - La Stampa, sabato 13 agosto 1994

 


Le informazioni contenute in questo articolo sono state verificate.
Il suo scopo non è quello di fare un’inchiesta o un’indagine approfondita, ma quella di annotare fatti che il lettore potrà approfondire sulle fonti indicate o su altre che egli dovesse trovare opportune al caso.


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4 pensieri su “Mario Monti – i traditori dell’Italia

  1. Dopo aver letto, faccio fatica a fare un commento sereno non offensivo ed educato. Ma la metto così: era scritto sarà stato un errore fidarsi di questo personaggio? Ci credo poco, lo abbiamo dovuto subire, chi lo mise a quel posto lo conosceva benissimo che era l’uomo giusto al posto giusto nel momento giusto , con un obbiettivo ben preciso quello di stritolare il popolo, la classe operaia ed i piccoli imprenditori. Ahimè c’è riuscito. Quello che non mi va giù è stato farlo SENATORE A VITA. MA ERA È RIMANE UN ESCREMENTO CON IL COLLETTO BIANCO.

    1. Vero, ma quando mai gli italiani hanno tentato di approfondire?
      Il CV di Monti era pubblico, chiaro, palese e evidente e a tutti.
      Monti è un uomo delle banche, che opinione doveva farsi la gente?

      I pochi che ci hanno provato a farlo capire, compreso il sottoscritto veniva aggredito verbalmente, esattamente come vorrebbe fare Lei in questo momento.
      Perché la gente non voleva sapere.
      Voleva il salvatore a costo zero.
      Cercava la vendetta contro i politici.

      Vedrà quando toccherà a Draghi, che feste…

      Ha mai visto qualcuno fare casino per Renzi?
      42% alle europee!
      O vuole venirci a raccontare che non lo si vedeva che era un buffone?

      Quindi, siamo seri.
      Io c’ero e facevo l’attivista nel primo gruppo di lavoro di Paolo Barnard.
      La finta morale la vada fare a qualcun altro.

      Un abbraccio.

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