Econo-Mia

Secondo certi influencers i soldi non si creano dal nulla. Sarà vero?

Secondo certi influencers i soldi non si creano dal nulla

Ci risiamo, ci siamo cascati di nuovo, nel senso che siamo incespicati su un'altra radice sporgente.
È quella degli influencers colla laura, all'ombra della quercia neoliberista.
Ggente studiata che snocciola slogan da contadini colla terza alimentare.

(Attenzione, questo articolo contiene volutamente storpiature della corretta scrittura, perdonate se la buttiamo sul gogliardico, ma ci hanno detto che siamo troppo incazzosy).


Il fenomeno degli influencers non si placa

Ci era già successo di dover commentare il fenomeno della influencer neo laureata, in quota piddina, dedita alla raccolta di followers con frasi fatte e lezioncine che ricordano più quelle degli autodidatti. Infatti abbiamo poi scoperto non essere affatto laureata.

Da influencer ad influencer dall'osso duro del debbito publico ai soldi che non crescono sugli alberi, il percorso si srotola tranquillo come le girelle di liquirizia che da liceali succhiavano tra un libro non compreso e l'altro.

Sono come i sogni e la fantasia, attraversano le barriere anche più granitiche senza manco accorgersene, anche se nella realtà esistono.

Una realtà diversa per ciascuno come la distruzione della classe media ha dimostrato.
Se ti devi guadagnare da vivere con il sudore della fatica, la realtà è diversa da quella di chi vive di social marketing col culo adgiato sul burro.

Polemica classista a parte, ma la differenza sta tutta lì dentro, occorre ricordare a tutti noi che non occorre avere le mani callose per riportarci tutti con i piedi per terra.

Lo stiamo per vedere.


Per quanto la si voglia prendere sul ridere c'è poco da prenderla sotto gamba.
L'emergenza coronavirus o covid19, come la si voglia chiamare, ci riporta a fare i conti con un argomento serio.
Ed è serio anche perché per troppi decenni la disinformazione ci ha portato a credere a tante fesserie che ci hanno danneggiato.
Una di queste è che i soldi debbano rispettare dei limiti fisici.
Molti credono persino oggi, a cinquantanni dall'abbandono del gold standard, che la moneta abbia valore perché ci sono dei depositi di oro da qualche parte a garantirla.

Perché non si trovano i soldi?
Perché soprattutto non si trovano mai per quello che serve ai cittadini, mentre per salvare le banche ci sono sempre?
Nel libro di economia spiegata facile lo spieghiamo in modo semplice, approfondito, con una valanga di schemi e di disegni che non lasciano dubbi.

E non solo, Ma il valore della moneta è dato dal sottostante, ossia dal valore delle merci che con essa si possono scambiare.
Altra cosa invece è la garanzia, che viene data, all'Euro dalla BCE, e alle altre monete dagli Stati che la emettono.
La moneta oggi è detta FIAT, cioè accettata e scambiata sulla base della fiducia che i cittadini e i mercati hanno per le autorità che emette.
Quindi qui siamo ben oltre la metafora dell'albero dei soldi. Ma forse queste sono altre questioni che sfuggono a certi influencers.


I soldi non crescono mica sugli alberi o dal nulla,
parola di influencer

Influencers economici
Secondo Elisa Serafini i soldi non si creano dal nulla
La BCE crea denaro dal nulla
Invece secondo la Banca Centrale Europea sì. Chi avrà ragione?

Proviamo a chiederlo ad Alan Greespan, ex Direttore della FED, ovvero della più importante banca centrale del mondo, la banca centrale americana.
Ce lo spiega in un video:

Sentiamo cosa ne pensa SuperMario

E lo dice anche il nuovo capo della Fed, Jerome Powell in una lunga intervista alla CBS.

Beh, adesso siamo completamente sicuri che la influencer ha detto una balla colossale.

Le lezioncine per bambini di Marattin

Toh, guarda giusto il giorno dopo... La Bank of England ha deciso che finanzierà il Tesoro britannico senza passare dai mercati.

Ma questo forse è più utile a rispondere alle lezioncine di Marattin.

 


Isoldi si creano dal nulla e quanti ne servono

Anche se evidentemente per gli influencers i soldi sono una risorsa naturale, nascosta in qualche miniera sotto alle banche, che i soldi non crescano sugli alberi è vero.
Infatti oggi le Banche centrali non devono neanche più deforestare.
Gli basta un click!

stampare moneta, ovvero emettere il denaro creato dal nulla
I soldi si creano dal nulla - pagina del libro di economia spiegata facile

 


I prestiti si devono sempre restituire, sarà vero anche questo?

Forse, ma a volte i prestiti sono aiuti mascherati, con uno scopo diverso.

I soldi servono sempre a comperare qualcosa.
I miliardi spesi in Italia col piano Marshall non sono stati restituiti in moneta, ma con cessioni di sovranità. In quel caso non abbiamo dovuto restituire i prestiti, ma cedere all’installazione di basi militari e alla subalternità politica.

Ecco se i prestiti dell’Europa servono a questo, meglio farne a meno. Meglio una banca centrale nostra capace di fare click. Fuori dall’Euro.

 

Studiata in America e consulente dell'Istituto Bruno Leoni, sarà stata lei a coordinare la ridicola campagna anti debito pubblico nelle stazioni ferroviarie italiane?

Vorremmo farle una domanda Sig.ra Elisa Serafini. Da dove prende i soldi e con chi si indebita la BCE?

Stiamo attenti a questi portatori d'acqua dei traditori che fanno disinformazione. Ma prendiamo nota dei loro nomi, potrà tornarci utile ogni volta che in TV civerranno spacciati per esperti dalla parte delle persone.


CERCHI UN LIBRO IGNORANTE
CHE PERÒ TI IMPARA UN SACCO DI COSE?

copertina del libro di economia spiegata facile

Pagamento sicuro anche con paypal

riconoscimenti al libro di economia spiegata facile

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

2 pensieri su “Secondo certi influencers i soldi non si creano dal nulla. Sarà vero?

  1. Aristotele sosteneva che il significato di un’azione è determinato dal suo scopo: è il fine a qualificare l’agire, il fine in quanto voluto per se stesso e non per altro.
    Seguendo la lezione di Aristotele, Marx, indentifica il capitalismo come quell’agire che è finalizzato all’incremento indefinito del profitto. Il sistema capitalistico non risponderebbe, dunque, alla logica del ‘vendere per comprare’, ma a quella del ‘comprare per vendere’.

    Questo significa che, contrariamente a ciò che spesso accade di sentire, la finanziarizzazione del capitalismo non rappresenta una degenerazione dello stesso, ma esprime la sua più intima essenza. Il capitalismo, infatti, finalizzato all’incremento del profitto stabilisce un legame provvisorio con il bene prodotto; se il bene prodotto serve essenzialmente ad incrementare il capitale, ossia è merce, la produzione capitalistica è fondamentalmente indifferente alla natura della merce prodotta.

    Gli eccessi del capitalismo finanziario non fanno che estremizzare quella separabilità tra capitale e merce, e finiscono per eclissarne la pur effimera unità. Il capitalismo deve la sua esistenza alla perpetuazione della scarsità media delle merci prodotte (un bene totalmente disponibile, non avrebbe nessuna possibilità di generare profitto). Vien da chiedersi se la fuga del capitalismo dall’economia reale non indichi solamente la ricerca di maggiori profitti, ma evidenzi anche una certa contraddizione interna al sistema capitalistico. Da una parte abbiamo, infatti, la necessità del capitalismo di perseguire la scarsità media delle merci; dall’altra, constatiamo che la dimensione tecnoscientifica possiede una intrinseca propensione ad abbattere proprio quella stessa scarsità così essenziale alla sopravvivenza del capitalismo.

    Le norme europee hanno privato i paesi membri come l’italia della possibilità di far intervenire, in determinate situazioni, una Banca centrale nel tradizionale ruolo di prestatore di ultima istanza. L’impossibilità da parte dei governi di autofinanziare la propria spesa pubblica, costringe gli stessi a rivolgersi ai cosiddetti mercati con le conseguenze che noi tutti ben conosciamo.

    Mentre nell’economia reale la scarsità media colpisce i beni materiali, nel reticolato di ferree norme imposte dall’UE ed hanno mutilato la sovranità dello Stato, si è provveduto a rendere scarsa proprio la moneta: l’espropriazione di una vera Banca Centrale ha rappresentato l’espediente utilizzato dalle oligarchie finanziarie per costringere gli Stati in una posizione di sudditanza, costringendoli ad indebitarsi nei confronti delle banche. Per oltrepassare questo meccanismo luciferino occorrerebbe un cambio di paradigma.

    Imprescindibile appare il superamento della gestione ideologica (neoliberista) dei problemi della società, contrassegnato dalle infinite lotte di cortile, per affidarsi alla razionalità tecno-scientifica mirante alla risoluzione dei problemi ed allo sviluppo del progresso tecnoscientifico.

    Fondamentale, dunque, promuovere un agire non più sottomesso agli interessi dei gruppi dominanti, che soddisfano i loro bisogni solo reprimendo le necessità di gran parte delle persone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.