Beppe Grillo e il M5S, i giullari che presero in giro l’Italia. I traditori

Beppe Grillo - i traditori dell'Italia

Quando Beppe Grillo fa irruzione nella scena politica italiana, non come comico ma come mina vagante nel sistema dei partiti, ha inizio quella che ha tutta l'aria di poter essere una rivoluzione.

È il 12 luglio del 2009 quando Beppe Grillo annuncia la sua intenzione di entrare in politica con un movimento alla cui testa si mette come garante e non come candidato.

Garante di che cosa? Garante di un "non statuto" che rappresenti le istanze del popolo tradito dai partiti tradizionali. Avere un "non statuto" equivale ad essere un "non partito", ovvero ad essere diversi dai traditori del paese.

Indice dei contenuti

BEPPE GRILLO IN POLITICA, ECCO COME TUTTO EBBE INIZIO

Sono gli anni in cui Grillo conduce la sua campagna contro la svendita della Telecom. Dallo stesso anno parteciperà alle assemblee degli azionisti dopo aver raccolto, tramite un suo appello sul blog, beppegrillo.it, le deleghe di migliaia di piccolissimi azionisti che non contavano nulla nelle decisioni societarie.

All'inizio si era candidato alla segreteria del PD con l'obiettivo di riportare uno dei maggiori partiti italiani ad occuparsi di politica e non più di banche, di affari e di "inciuci" con Berlusconi con il quale il Partito Democratico aveva intessuto un patto basato sul conflitto di interessi.

 

Beppe Grillo si candida alle primarie del PD

fonte

 

È un evento epocale che suscita l'ilarità di molti che lo considerano una semplice provocazione goliardica: entrare nel PD per diventarne capo politico per costringere il partito a fare vera opposizione a Berlusconi.

 

Il contesto storico in cui nasce il movimento di Beppe Grillo

Dobbiamo ricordare in quale contesto si svolgono i fatti.
Siamo all'apice dell'inciucio tra Berlusconi e il PD che determina una alternanza dell'una e dell'altra forza al governo dell'Italia, senza che nulla cambi.
È questa l'eredità lasciataci dalle falsa rivoluzione di Tangentopoli (VIDEO).

È talmente evidente che le forze politiche in campo non vogliano farsi del male reciprocamente che diventa palese anche nelle audizioni pubbliche in Parlamento.

 

Basti pensare al tema del conflitto di interessi berlusconiano. Berlusconi è contemporaneamente capo di governo a fasi alterne pur possedendo tre reti televisive ed innumerevoli proprietà che ne minano l'imparzialità in ambito politico-legislativo.

Un problema gigantesco (a parole) secondo la teorica opposizione e soprattutto per i giornalisti d'inchiesta come Marco Travaglio e la schiera de Il Fatto Quotidiano, fondato proprio in quegli anni (2009) per denunciare il rapporto stretto tra PD e Berlusconi.

Travaglio è già collaboratore del blog di Beppe Grillo con la sua rubrica Passaparola, in cui denuncia le malefatte del Cavaliere e del Partito Democratico.
Qui una cospicua carrellata di suoi interventi.

Il tema principale è l'onestà; un tema costante in questi anni. Come dimostra questo recente scambio fra Travaglio e Renzi, secondo il popolo grillino e i suoi leaders, l'onestà va ricercata fin nelle piccolissime cose come le bugie:

 

 

La nascita di un nuovo quotidiano ci dà la misura di come esista un tale fermento contro lo status quo politico, da determinare anche il tentativo di spostare la discussione e l'opinione pubblica anche a mezzo stampa, su questi argomenti.

Il Fatto Quotidiano diventerà di fatto il principale sponsor mediatico al nuovo movimento di Beppe Grillo - com'è facile intuire sin da subito - poiché fino a quel momento il nascente progetto di Beppe Grillo - sorto via web - aveva potuto fare leva solamente sul blog beppegrillo.it e successivamente sul canale La Cosa oppure sul fiancheggiamento di canali indipendenti su YouTube come quello di Salvo Mandarà e Claudio Messora.

Possiamo quindi tranquillamente affermare che l'ingresso di Beppe Grillo sulla scena politica determina la nascita di un polo dell'onestà.

 

Se lo diciamo lo facciamo

Fonte

 


Perché Beppe Grillo non si candida come politico?

Il motivo della mancata candidatura di Beppe Grillo alle elezioni politiche risiede nel principio fondante del suo movimento: in politica devono entrare solo dei cittadini onesti e con la fedina penale pulita.
Non si sarebbero fatti chiamare Onorevoli, bensì Portavoce dei cittadini. Perché sì: tutti i politici non sono altro che i nostri dipendenti.

 

 

Essendo stato condannato per omicidio colposo plurimo, un fatto su cui non intendiamo speculare come è divenuto abituale fare, Grillo non può di fatto fare politica come eletto.

Per questa ragione rimarrà il garante del non-statuto del movimento. Ciò che cambierà, come vedremo in questo articolo sono le regole e soprattutto la loro applicazione. Tutto sotto l'occhio vigile del garante che non mancherà di metterci molto del suo per deviare il percorso...

Grillo ha già saldato il suo debito con la giustizia e starà certamente continuando a farlo con la propria coscienza. Però della sua vicenda personale citiamo un dettaglio che resterà costantemente a galla, come una macchia di unto, la continua pratica di auto-assoluzione del suo, anzi dei suoi, movimenti e dei singoli esponenti che lo comporranno in futuro.

 

Beppe Grillo, mi sono già assolto

 


I Meetup degli amici di Beppe Grillo

il logo di meetupDopo le ripetute chiamate alla partecipazione - ad alzarsi dal divano e a reagire, mettendo in rete tutte le migliori competenze, con l'obiettivo di creare una forza nata dal basso capace di contrastare il declino politico, economico, ambientale e sociale dell'Italia - attorno all'idea di Grillo comincia via via ad addensarsi l'interesse di professionisti dei più disparati settori della vita civile. Tutti normali cittadini che vogliono mettere assieme le forze per mettere a disposizione del cambiamento tutte le competenze di cui l?Italia ha bisogno.

Arrivano esperti di scienza, cultura, economia, tecnologia e dell'informazione alternativa che, richiamati dal comico genovese, entrano a far parte del palinsesto sia del sito di Beppe Grillo, che persino dei suoi spettacoli, come nel caso del Professor Montanari e di altri esperti, come avvocati, commercialisti, ecc.

Lo scopo di Grillo è quello di accrescere la credibilità del suo progetto attraverso lo smascheramento di truffe fiscali, mediatiche, scientifiche, ecc. utilizzando esperti e persone perbene in contrapposizione alle lobby del potere diffuse in qualsiasi settore della vita sociale, politica, finanziaria ed economica italiana.

Per dimostrare che non ha interessi economici, ma solo la liberazione dell'Italia dai poteri massonici e lobbystici, Beppe Grillo chiama all'adunata semplici cittadini, ma soprattutto intelligenze nei vari settori sociali ed economici del Paese pescando tra la gente comune, senza un passato in politica.
La sua idea è di creare un movimento dal basso che sappia premiare il merito di chi si impegna quotidianamente nella vita sociale ed economica dell'Italia, promettendo di portare in Parlamento le migliori intelligenze selezionate in rete sulla base di specifiche competenze e di meriti dimostrati nella realizzazione di progetti concreti che possano migliorare la vita della collettività e ripulire il Parlamento italiano dalla corruzione e dalla gestione del potere per fini personali.

Per fare tutto ciò Grillo individua 5 campi specifici in cui le intelligenze messe in rete dovranno produrre il programma dell'Italia del futuro:

  1. acqua pubblica,
  2. energie rinnovabili,
  3. trasporti sostenibili,
  4. sviluppo (economico) sostenibile,
  5. connettività.

Saranno le future 5 stelle che campeggeranno nel nome e nel logo del prossimo movimento...
Per far sì che l'organizzazione possa avvenire dal basso, Grillo mette a disposizione la sua conoscenza dei mezzi di comunicazione tra gli utenti che si potranno incontrare online. La piattaforma suggerita è Meetup.com.

È il 16 luglio 2005 quando Grillo lancia il primo Meetup.

I temi trattati nei Meet up in pratica ricalcano gli spettacoli del comico.

 

 


 

I Meetup degli amici di beppe Grillo

 

Per iniziare a gestire la confluenza delle idee nella rete, Grillo decide di affidarsi alla piattaforma Meetup che serve a mettere in comunicazione, in rete, gli attivisti e a materializzare gruppi di lavoro per ciascun ambito, sparsi sul territorio nazionale.

Le prime regole prevedono che il movimento non abbia un capo e che anche nei singoli Meetup la gestione dei gruppi sia basata sulla rotazione degli incarichi, in modo che nessuno abbia il tempo di esercitare individualmente il potere a nessun livello, ma che siano le persone collettivamente ad organizzarsi in una nuova forma di democrazia basata sul modello della democrazia dal basso!

M5S democrazia dal basso

 

Nascono così gli Amici di Beppe Grillo, la rete di Meetup riconosciuta ufficialmente dal comico genovese. Lo scopo non è quello di creare un partito politico, bensì un movimento moralizzatore e di opinione diffuso con l'obiettivo di condizionare dal basso le scelte politiche dei partiti - a cominciare dal livello locale - con operazioni tipo Fiato sul collo, ovvero attività di controllo sui politici affinché portino avanti le reali istanze delle persone cristallizzate nelle proposte dei Meetup.

 

 

Ma nei Meetup, di fatto, ciò di cui si discute sono esclusivamente gli argomenti trattati da Grillo sul suo blog.

Ricordo ad esempio la campagna interna agli Amici di Beppe Grillo sull'idea che i politici non dovrebbero essere votati, bensì estratti a sorte.

 

Beppe Grillo: estrarre a sorte i politici

 

Un'altra idea che Grillo portava a spasso per l'Italia era quella che i cittadini dovessero avere il diritto di trovare nella scheda elettorale l'opzione "nessuno dei suddetti" (che di fatto oggi si esercita con l'astensionismo o presentandosi e rifiutando le schede elettorali.
Si trattava di una delle tante idee di propaganda dalla facile presa sulla base, scopiazzate da film e battute di altri comici.
Grillo e dagli autori dei suoi spettacoli - che nel frattempo raggiungono lunghe liste di date - sapranno attingere alla cultura pop degli anni '80 e dai principi della propaganda del primo Novecento, per comporre il puzzle della comunicazione alla base degli spettacoli di Grillo prima e della propaganda politica poi.

Eccone un esempio che forse qualcuno dei primissimi attivisti ricorderanno.
Nel film Chi più spende... più guadagna del 1985, ritroviamo molti dei capi saldi della propaganda grillina: linguaggio greve, populismo, banalizzazione della politica, individuazione del nemico comune (tutti i politici), qualunquismo.
E, dulcis in fundo, che la politica si può fare senza soldi.

Per dimostrarlo il Movimento rinuncerà ai rimborsi elettorali perché come amano ribadire i grillini, non servono politici ma cittadini onesti nelle istituzioni...

Ao' nun permetteteve de chiamarli politici.

"IO NUN SO' POLITICAAAA"
Cinquestelle in una delle più famose interpretazioni:

In realtà il M5S saprà come finanziarsi a spese degli stessi attivisti che si auto tasseranno per sostenere la propria missione politica. Questa è l'ennesima promessa.

 

 

Tutto il resto dei temi trattabili nei Meetup è tabù.

Quando Grillo dirà di non parlare di moneta, perché "è un tema complesso che spaventa la gente", nei Meetup sarà vietato parlare di moneta.
Lo scriviamo in veste di testimoni oculari e di protagonisti di proposte sulla diffusione della conoscenza sulle questioni monetarie.

Altri esempi di dove Beppe Grillo e la Casaleggio & Associati attingerà la forma del proprio movimento si riscontrano palesemente nel Fronte dell'uomo qualunque, un'idea italiana del Novecento, e negli 11 punti di Goebbels della propaganda nazista, riportati anche nel libro di economia spiegata facile.
Ancora oggi queste 11 regole sono alla base della propaganda sia politica che pubblicitaria, nel settore del marketing. Marketing di cui la Casaleggio & Associati, la struttura finanziaria, comunicativa e strategica che sostiene il movimento di Grillo, fa abbondante uso e soprattutto sperimentazioni.

 


 

Beppe Grillo in politica?
Fondi un suo partito e vediamo quanti voti prende


 

PERCHÉ BEPPE GRILLO HA TRADITO LA SUA MISSIONE?
PERCHÉ A COMANDARE È QUALCUN ALTRO.
SCOPRI CHI È NEL LIBRO DI ECONOMIA SPIEGATA FACILE

libro di economia spiegata facile QUARTA EDIZIONE

riconoscimenti e premi al libro di Economia Spiegata Facile


Mai suggerimento fu più azzeccato di quello di Fassino. Infatti il giorno di San Francesco d'Assisi del 2009 nasce il Movimento 5 Stelle, basandosi sui 5 capisaldi del cambiamento visti in precedenza.

In un simile contesto, puntando su campagne di stampo populista e con la visibilità che Grillo ottiene grazie ai suoi spettacoli, pur rimanendo sotto traccia, il progetto di un movimento di cittadini indipendenti dalle logiche di partito, prende piede e in pochi anni getta solide basi tra la popolazione.
Insomma il movimento di Grillo diventa un fenomeno popolare che contagia tutti gli scontenti.
Dando prova di coerenza e di fedeltà ai valori tradizionali come la trasparenza e l'onestà, Grillo e il suo entourage si rendono credibili e affidabili.
Anche la vena di pazzia del comico funge da garanzia, poiché dimostra che le mine vaganti non si fanno inglobare nel "Sistema".

Anzi, se mai il movimento di Grillo si dichiara anti-sistema. Tutti credono veramente nel cambiamento.

I toni spesso aggressivi di Beppe saranno un altro marchio di fabbrica, stavolta copiato al Bossi della prima Lega. La netta distinzione tra sé e gli altri viene rimarcata anche così. Impossibile che Grillo menta. Pe l'opinione pubblica sarà magari un pazzo, un visionario, ma di certo non un truffatore.


STOP AL FINANZIAMENTO PUBBLICO DEI PARTITI

Uno dei fondamentali capisaldi del progetto politico di Grillo è dimostrare che la politica si può fare senza soldi. Secondo il Movimento 5 Stelle i partiti servono ad occultare denaro. Denaro che dovrebbe essere restituito ai cittadini.

È per questo che il M5S, non essendo registrato come partito, di fatto rinuncia al finanziamento che gli spetterebbe sulla base di ciascun risultato elettorale a livello nazionale.

Però...

il M5S riceve finanziamenti pubblici
il M5S riceve finanziamenti pubblici

Fonte

 

soldi pubblici ai partiti, sì del M5S
soldi pubblici ai partiti? Sì, adesso li vuole anche il M5S

Fonte


I politici rubano perché prendono stipendi mirabolanti per seguire le logiche dei partiti, fatte di prebende e corruzione per mantenere il potere.
Non solo; i partiti politici lottizzano la televisione e le aziende di Stato per occupare poltrone e per dare un posto ad amici e parenti.

 

STOP AL CLIENTELISMO E AD AMICI E PARENTI IN POLITICA E NELLE AZIENDE PUBBLICHE

Famosa in questo senso è la campagna che Grillo fa per protestare contro i nomi "eccellenti" in RAI. Già nei suoi spettacoli il comico mostrava il lungo elenco di figli, mogli e parenti vari di politici, giornalisti ed attori, mantenuti dalla TV pubblica.
Il concetto è ribadito in questo vecchio post del 2006, apparso prima su beppegrillo.it e poi su ilblogdellestelle.it.

 

Parentopoli RAIO, secondo Grillo la TV di Stato è una conigliera.
Parentopoli RAI, secondo Grillo la TV di Stato è una conigliera. Ecco il lungo elenco dei colpevoli.

 

Barbara Lezzi assume i parenti

 

LO STRANO CASO DEL MIRACOLO, POMIGLIANO BOYS

L'indagine delle Iene sulle assunzioni degli ex compagni di scuola di Di Maio effettuate ai vertici delle controllate dello Stato è tutta da vedere: VAI AL VIDEO.

L'inchiesta dimostra come Luigi Di Maio abbia fatto assumere amici ed ex compagni di Liceo in ruoli apicali nella pubblica amministrazione con stipendi che partono da 80.000 euro ed arrivano a 150.000 euro; oppure li ha piazzati su poltrone politiche pur senza aver ricevuto le preferenze necessarie.

Assunzioni di gente incompetente, con appena qualche esperienza in modesti studi notarili, in ruoli di partecipati come Finmeccanica e Leonardo; mica fetecchie...
A fare le spese delle selezioni ferree, come le chiama lo stesso Di Maio, con lo scopo di fare fuori i candidati che cercavano di intrufolarsi senza avere le qualità che la buona politica necessita, c'è stato anche chi - grazie al meccanismo della democrazia dal basso - si era guadagnato per ben due volte il seggio elettorale.
Prima alle politiche del 4 marzo 2018 e poi alle successive europee.
Fatto fuori dallo stesso Di Maio, per fare posto agli amici.

Il miracoloso caso dei Pomigliano boys

 

 


 

Stop all'immunità parlamentare

L'immunità parlamentare, secondo Grillo e il M5S è un mezzo per permettere ai politici di rubare senza doverne rendere conto alla giustizia e deve essere abolito.
Anzi, i futuri parlamentari del Movimento promettono che non ne fanno mai uso!

M5S: no all'immunità

Fonte

 

Luigi Di Maio contro l'immunità parlamentare

Fonte

... Fino a quando non gli servirà, s'intende...

Di Maio non rinuncia all'immunità parlamentare
Di Maio non rinuncia all'immunità parlamentare

 

Giarrusso non rinuncia all'immunità parlamentare

 

Barbara Lezzi e l'immunità parlamentare

Fonte

Quando il M5S fonderà il suo primo governo assieme alla Lega si prodigherà perché l'immunità venga mantenuta, eccome, per salvare il compagno Salvini, salvo poi testimoniare contro di lui al processo che colpirà lo stesso Salvini, perché nel frattempo sarà andato all'opposizione...

 

OK immunità per l'amico Salvini

Fonte

 

il M5S cambia idea sull'uso dell'immunità parlamentare

 

 


Ne resterà soltanto uno

Ma la vera missione del Movimento 5 Stelle è quella di rimandare a casa i vecchi partiti e i loro esponenti, dal primo all'ultimo senza alcuna eccezione.

 

Un capo saldo della propaganda di Goebbels è chiarissimo e si trova al primo posto:

1. Principio della semplificazione e del nemico unico

"È necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.".

 


MANDIAMOLI TUTTI A CASA!

 


Secondo la propaganda grillina, uno dei tanti nemici del popolo italiano è certamente Romano Prodi che assieme al suo PD, viene considerato, dopo Berlusconi (detto: psico-nano, truffolo, testa d'asfalto, ecc.) il secondo vero problema dell'Italia.
Prodi infatti ha, tra le altre colpe, quella di aver chiuso in un cassetto, prima una proposta di piano energetico (VIDEO) prodotto dal lavoro nei Meet up e poi le centinaia di migliaia di firme raccolte in piazza durante i suoi V-Days (i giorni del Vaffanculo) (VIDEO dell'incontro) per le sue proposte di referenda popolari che vedremo più avanti.

Durante la prima campagna per la scelta del candidato per il M5S al ruolo di Presidente della Repubblica. Il primo candidato, uscito vincitore alle primarie del M5S è Rodotà.
Nè oggi, né mai, verrà candidato Prodi.

Si scatenano i grillini sulla rete

 

Il M5S candida Romano Prodi

Fonte

 

Il M5S doveva mandarli tutti a casa. Parola di Beppe Grillo.

 

Beppe Grillo stringe la mano a Romano Prodi

 

Vediamo quali sono gli altri principi fondanti del Movimento 5 Stelle e come sono stati traditi.


UNO VALE UNO.
IL MOVIMENTO NON HA UN LEADER

Per far sì che la democrazia dal basso si compia occorre porre fine all'idea di leader.

Beppe Grillo lo ripete ai giornalisti dopo averlo fatto diventare uno dei suoi principali slogan nelle piazze: "il leader è tutto il movimento, non i politici".
Anche a livello locale, nei meetup i ruoli sono sempre a rotazione.
I ruoli nei Meetup generalmente sono i seguenti: l'amministratore del Meetup, il relatore che redige il verbale di ogni singola riunione, il cassiere (che tiene conto delle risorse per autofinanziare le attività locali) e così via.
Il motivo è molto semplice. Se il ruolo è a rotazione non ci saranno leaders e capi. Non ci possono quindi essere degli individui con più potere degli altri, perché è l'assemblea che decide, non uno o più capi.

 


Uno vale uno: l'inno del M5S

Insomma Grillo è il garante che dovrebbe controllare che nel M5S non entrino persone poco raccomandabili.
Inutile dire che queste semplici regole siano durate il battito di ciglio.
Ciò è accaduto tanto in basso quanto in alto.

Anzi, una volta diventato il CAPO POLITICO del M5S, Luigi Di Maio ha saputo fare anche meglio.
Secondo i criteri delle "selezioni ferree" in vista delle politiche del 4 marzo del 2018, Di Maio è riuscito a impedire che in Parlamento potessero entrare figure poco raccomandabili.
Il risultato è stato selezionare soltanto i migliori; esattamente come aveva promesso Grillo dai palchi nelle piazze almeno cinque o sei anni prima.
Emanuele Dessì è forse l'esempio più fulgido di questa selezione.
Ex pugile, sappiamo che i pugili di norma sono dei luminari nelle arti e nelle scienze, mette in mostra sin da subito le qualità che lo hanno contraddistinto, tanto da essere selezionato in modo accurato.
Leggiamo da wikipedia:

Dessì è messo sotto accusa per un video in cui compare assieme all'ex pugile Domenico Spada, condannato per estorsione e membro del clan Spada, e per un suo post su Facebook in cui afferma di aver picchiato un ragazzo rumeno che lo aveva insultato per strada[3]. Ulteriori polemiche nascono per l'alloggio popolare in cui Dessì vive e per cui paga un affitto di soli 7,5 euro mensili[3]. Nonostante il clamore mediatico Dessì viene eletto senatore alle elezioni politiche italiane del 2018. A seguito dell'indagine interna, il collegio dei Probiviri non ha ravvisato alcuna incompatibilità con i principi del Movimento e Dessì è entrato a far parte del gruppo parlamentare 5 Stelle al Senato[2]

Non male per un partito gigliottinaio e manettaro che aveva messo sulle spine gli altri partiti con la questione degli impresentabili.
Dessì è passato per caso o per errore?
No, è frutto di una selezione accurata e certosina. Garantisce il capo politico.
A poco importa se la maggior parte degli attivisti storici è stata fatta fuori senza nemmeno dare una spiegazione.

 


 


 

 





DAL FIATO SUL COLLO DEGLI ALTRI A "FIDATEVI DI ME"
COSÌ TI SCIPPO LA DEMOCRAZIA DAL BASSO IN MEZZO AGLI APPLAUSI DEGLI SCIPPATI

Grillo squalifica la Cassimatis Grillo, fidatevi di me Il tribunale da ragione alla Cassimatis ma Grillo no

 


NÉ DI DESTRA, NÉ DI SINISTRA
MA OLTRE

 

Beppe Grillo: il M5S non è né di destra, né di sinistra

 

fonte

 

Beppe Grillo, M5S guardi a sinistra

fonte


QUANDO DECIDI DI RIMANGIARTI LA PAROLA
BASTA CHE DICI LA FRASE MEGICA: "ERANO ALTRI TEMPI, ADESSO SIAMO CRESCIUTI". E LI FOTTI TUTTI

Vi ricordate quando Grillo si scagliava contro la famiglia Agnelli?
Lo sappiamo bene che gli Agnelli erano uno dei suoi bersagli preferiti.
Dipinti, anche giustamente, come delle sanguisughe, nei suoi spettacoli ne tratteggiava le malefatte a colpi di dati, a cominciare dai soldi pubblici divorati dalla FIAT.
Eccone un estratto:

 

Con un partito di onesti al potere, la prima cosa che ti aspetti che venga fatta, è di interrompere immediatamente il dissanguamento.
Certo, come no; ecco come:

 

finanziamenti pubblici alla FCA

 

Ma non erano quelli che dicevano che se una azienda prende soldi pubblici, poi verrà obbligata a mantenere i posti di lavoro in Italia?

 

Stop delocalizzazioni a chi ha preso soldi pubblici. Parola di Di Maio
Stop delocalizzazioni a chi ha preso soldi pubblici. Parola di M5S

Sì, sì; sono proprio loro!

 

FCA licenzia i concessionari auto

Un'altra missione compiuta!

 

IL M5S NON FA ALLEANZE CON NESSUNO
DEVONO ANDARE TUTTI A CASA!
TRA NOI E LORO, NE RIMARRÀ UNO SOLO!

È stato forse il primo slogan, di certo è il vero motivo per cui (dicono) che è nato il M5S.
Beppe Grillo lo ripete fino allo sfinimento: I vecchi partiti devono tornare tutti a casa!

Beppe Grillo: non facciamo alleanze con nessuno

fonte

Ma il primissimo dogma del M5S è che non farà mai alleanze con nessuno. La pena sarebbe diventare come gli altri dopo essere stati intaccati dai vecchi partiti.
Insomma secondo Grillo, una volta che il Movimento sarà in Parlamento, non farà mai alleanze con nessuno. Al massimo darà appoggio e ne riceverà soltanto per far passare leggi che sono presenti nel suo programma ma, è chiaro che per sempre il M5S non farà accordi e non allaccerà alleanze con nessuno dei vecchi partiti. Senza se e senza ma.

 

 

22 gennaio 2013

Beppe Grillo: mandiamoli tutti a casa

fonte

5 agosto 2013

Beppe Grillo: mai con il PD

fonte

 

Tutti concetti ribaditi appena sei mesi prima di tentare l'alleanza sia col PD che con la Lega, con la "politica dei due forni" di Di Maio.

 

17 giugno 2017

 

Il M5S non fa alleanze con nessuno

fonte


Il M5S non fa alleanze né a destra, né a sinistra...
Se il M5S si allea col PD me ne vado, ecc.
Tutte le ultime parole famose di Grillo e della banda dei cinque stelle.

 


25 marzo 2018

Beppe Grillo: Salvini è uno di parola

fonte

Governo Lega-M5S


Quelli del PD?
"Facce da culo", "Sono delle merde mafiose, pedofili e fascisti", "ci hanno venduto per 80 euro"

 

6 dicembre 2009

Beppe Grillo, il PD ha la faccia da culo

 

fonte

 

 

 

Alessandro Di Battista e la piovra del PD

 

 

 

 

Insomma l'obiettivo dichiarato era uno ed uno solo: il M5S è nato con l'unico scopo di spazzare via la vecchia politica e rifare l'Italia.

 

Legge elettorale M5S-PD
Il M5S rifà la legge elettorale assieme a quelli che doveva mandare a casa. NB. Di Maio continua a fare il capo politico. Ma gli era stato tolto l'icarico?

 

fonte

fonte della disascalia


5 dicembre 2017

 

Di Maio: il M5S non fa alleanze con nessuno

fonte

Di Battista via dal M5S se M5S fa alleanze con il PD


Grillini con foto segnaletiche di politici del PD


24 dicembre 2017

 

20 agosto 2019

Di Maio, mai con il partito di Bibbiano

fonte


 

 


 

 

 

Beppe Grillo apre al governo con il PD

fonte

 

 

4 settembre 2019

Nasce il governo M5S-PD

fonte

 

13 agosto 2020

 

Sì ad alleanze

 

Certo; è giusto evolversi, dopo essersi presi i voti...

 


 

 

Grillini con foto segnaletiche di politici del PD

Alleanza tra M5S e PD

Il M5S e Marco Travaglio avevano parlato di prova di maturità da affrontare su Rousseau.
Per il venditore di bibite invece è addirittura un'evoluzione (quella di essere diventati come tutti gli altri partiti).
Quindi significa che il Movimento della prima ora era stato costruito da degli involuti e sfruttando la creduloneria dei cavernicoli?
Parrebbe di sì, parola di Di Maio e Travaglio.

Si sarebbe dunque trattato di un'evoluzione dal basso, nelllo spirito del vecchio credo nella democrazia dal basso? Niente affatto.
Si è trattato di un accordo precedente tra Di Maio e il segretario del PD, Zingaretti, a cui Il bibitaro aveva promesso che gli avrebbe riportato l'osso.

Già ci immaginiamo il dialogo per giungere al risultato delle alleanze:


- Oh Giggi, 'a famo sta alleanza?
- Tranquillo, me faccio di de sì da quei quattro rincojoniti su Rousseau...
- Oh, guarda che in cambio nun te do gnente eh!
- Ma pacifico, tanto me faccio firmà in bianco la ricandidatura a vita da sti deficienti. A voja li sordi che me porto a casa...
- Ma sei sicuro?
- Massì so' un branco de mentecatti; consideralo come già fatto.
- Ok, se lo dici tu...
- Guarda, te lo prometto!


 

Gli iscritti alla piattaforma online del M5S hanno abboccato per l'ennesima volta. Si vede proprio che l'abboccamento è lo stigma dell'evoluzione...

 

Zingaretti su Di Maio, è stato di parola

 

fonte

 


NESSUNO DEVE RIMANERE INDIETRO

Coerentemente con la data della propria fondazione, il "M5S francescano" promette di dare battaglia sulla riduzione dei costi della politica e sul soccorso agli ultimi, perché Nessuno deve rimanere indietro.
La crisi economica in corso sin dal crollo di Lehman Brothers prima e per effetto della crisi dei debiti sovrani poi sta lasciando troppa gente indietro.
La quarta rivoluzione industriale che sta muovendo rapidi passi verso il futuro, promette di falcidiare posti di lavoro tradizionali che negli anni a venire spariranno.

Occorre quindi virare su politiche economiche e scelte strategiche di tipo keynesiano che permettano a chi non riesce a stare al passo dei tempi, di continuare a condurre una vita dignitosa.

Per questo il M5S ha candidato persone oneste, cittadini comuni al servizio della comunità, affinché questi possano restituire al popolo dignità contribuendo in prima persona, sia tramite l'attività parlamentare che in solido, restituendo alla micro imprenditoria, quel "di più" a cui tutti i politici dovrebbero rinunciare.

 

nessuno deve rimanere indietro
Nessuno deve rimanere indietro... o quasi...

 

LO SCANDALO DI RIMBORSOPOLI

 


 

APRIREMO IL PARLAMENTO COME UNA SCATOLETTA DI TONNO.
Operazione trasparenza con la desec retazione di Ustica, delle stragi e il mito delle dirette streaming

LA DEMOCRAZIA DAL BASSO

I Meetup sono laboratori locali in rete attraverso cui gli attivisti vecchi e nuovi si possono confrontare sui temi proposti da Beppe Grillo sul suo blog.

La rete dei Meetup degli Amici di Beppe Grillo svolge così una funzione di catalizzatore di cittadini aventi a cuore la soluzione di problemi su cinque temi cardine: acqua, ambiente, sviluppo (economia), trasporti (sostenibili) e connettività. 

Il fine è quello di elaborare soluzioni a livello locale che trovino poi spazio, a partire dai piccoli comuni, nei dibattiti politici locali. Le prime iniziative portate avanti dai Meetup degli Amici di Beppe Grillo sono la condivisione di campagne di sensibilizzazione ed incontri periodici in cui discutere anche di persona.
La prima vera e propria campagna lanciata da Grillo attraverso i meetup è l'operazione fiato sul collo.

vengono destituiti da una lettera di Roberto Fico

 

"Si organizzano secondo le esigenze dei partecipanti e assumono la forma più funzionale alle abitudini del territorio e di chi vi partecipa.
Due sono in ogni caso gli elementi comuni qualificanti: contenuti e partecipazione..."

Ad un certo punto incontriamo un passaggio molto delicato che a prima vista può sembrare logico, ma che di fatto dà il là alla fine del principio dell'uno vale uno:

"La partecipazione al meetup non dà diritto all’uso del simbolo MoVimento 5 Stelle in alcun modo,
che può essere usato solo dai portavoce e dalle liste certificate limitatamente alla durata della campagna elettorale."

 

Ma il vero principio della democrazia dal basso, lo sappiamo bene se abbiamo seguito Grillo negli anni, è la forza del referendum.
L'idea della proposta di referendum popolari sulla base del modello svizzero è una vera ossessione di Grillo.
Lo è talmente, che diventa la primordiale e principale causa a cui si voteranno i primi meetup.
L'idea è quella di scardinare il potere della casta con il grimaldello dei referendum propositivi proposti dalla gente.

Segue una notizia su come si sia concluso questa dura battaglia per i diritti del popolo contro la casta:

 

M5S e referendum di proposta popolare sul modello svizzero
Il senso del M5S per la democrazia dal basso

fonte

 

 

 


IL SACRO VINCOLO INAMOVIBILE DEI DUE MANDATI

 

M5S e il sacro vincolo inamovibile dei due mandati

fonte

 

La regola dei due mandati? Non si tocca!
Parola di Di Maio

Di Maio: la regola sui due mandati non è in discussione

fonte

 

Di Maio non ad abolire la regola dei due mandati

 

 


Prima ricandidano gli incandidabili e poi cambiano le regole

È il caso di Enrico Cappelletti che già aveva infranto un vecchio tabù; quello della candidatura nel M5S di un ex politico nelle file di un vecchio partito: la Lega Nord.
Eppure tale è la fiducia nei suoi confronti da parte della inesperta base degli attivisti che, nonostante egli provenisse da un mandato come consigliere comunale tra le file della Lega, in un paese in provincia di Padova, Cappelletti, imprenditore, viene candidato nel collegio di Vicenza nel 2013 diventanto così senatore del M5S.

Scaduto il suo SECONDO mandato infatti non viene ricandidato.
Invece di tornare a casa, come aveva promesso aderendo al M5S, esattamente come Giorgio Sorial - fedelissimo di Di Maio trombato alle selezioni per le candidature del 2018 (fatto fuori persino dai suoi stessi attivisti di Brescia), riceve un bel incarico pubblico e come lui anche molti altri trombati.

Cappelletti infatti non torna alla "fabbrichetta", sulla quale già nel 2013 si vociferava non navigasse in acque troppo tranquille, bensì va a sedersi sulla poltrona di gestore dell'ufficio legislativo del sottosegretariato all'editoria!

Ma non dovevano tornare a fare il loro lavoro?.

E meno male che erano per cancellare i finanziamenti pubblici ai giornali... adesso ci campano anche loro...

 


11 marzo 2020

Il giorno 11 marzo 2020 il M5S annuncia la candidatura ufficiale dello stesso cappelletti al terzo mandato - senza consultazioni o modifiche del non statuto - alla poltrona di Presidente della Regione Veneto.

Enrico Cappelletti viene ricandidato per il terzo mandato
Enrico Cappelletti viene ricandidato per il terzo mandato senza che la base si sia pronunciata a favore dell'abolizione del sacro vincolo dei due mandati e senza mai essere tornato a fare il suo lavoro come previsto dal non statuto del M5S

 

11 agosto 2020

Siamo in larghissimo anticipo rispaetto alla autoricandidatura a sindaco di Roma - terzo mandato anche per lei.

 

vincolo dei due mandati: Raggi a Roma
Addio al vincolo dei due mandati. Lo annuncia la Raggi a Roma PRIMA della consultazione fatta in fretta e furia su Rousseau

 

13 agosto 2020

Solo a seguito di questo (e non dopo, come almeno il pudore suggerirebbe di fare) sulla piattaforma Rousseau viene indetta in fretta e furia la votazione per consetire la deroga che cancella la regola.

 

su Rousseau il M5S chiede i voti per ricandidare Virginia Raggi al terzo mandato
su Rousseau il M5S chiede i voti per ricandidare Virginia Raggi al terzo mandato

 

 

Di Maio: sì a terzo mandato

fonte

 

14 agosto 2020

 

M5S la base vota sì alla modifica della regola dei due mandati
M5S la base vota sì alla modifica della regola dei due mandati

fonte

 

La votazione su Rousseau ha dato il consueto esito scontato.
Il M5S ancora una volta dimostra, che non è il partito ad essere marcio, ma gli italiani alla sua base.

 

 


I 3 V-DAY INDETTI DA BEPPE GRILLO

V-Day1: Referendum di iniziativa popolare "Parlamento pulito": via i condannati in via definitiva dal Parlamento

V-Day2: Stop ai finanziamenti pubblici agli editori (dei quotidiani in particolare) e abolizione dell'ordine dei giornalisti e della legge Gasparri

Inutile dire che della legge Gasparri e dell'abolizione dell'ordine dei giornalisti, il M5S se ne sia dimenticato presto.
Diverso invece l'iter del primo punto: quello sui finanziamenti pubblici ai giornali.
Vediamolo insieme.

V-Day3: Beppe Grillo lancia le sue modeste proposte che combinazione diventeranno i sette punti per le successive europee. Nessun dibattito, nessuna proposta di modifica offerta alla base.
I sette punti sono uno in contraddizione con l'altro, ma il filone che deve apparire chiaro è che il M5S è per l'uscita dall'euro.
Da qui parte la raccolta firme - presentata ufficialmente dal bolg -  per la proposta di un referendum sull'uscita dalla moneta unica.
Il risultato sarà la raccolta di 200 mila firme che - dopo essere state depositate -  nell'arco di pochi mesi il M5S, Beppe Grillo in testa rinnegherà.

Referendum per uscire dall'euro

Durante la campagna di raccolta firme il M5S in alcuni appuntamenti in pubblico, come a Torino, utilizzò alcuni filmati prodotti da Economia 5 Stelle, prodotti dal sottoscritto, oggi proprietario di Economia Spiegata Facile.
Uno di quei filmati è questo:

 

Il meccanismo è sempre lo stesso: sfruttare il lavoro gratis degli attivisti, senza mai una gratificazione, raccogliere polli e darsi alla macchia. Come stiamo per vedere.


14 novembre 2014
presentazione del referndum per l'uscita dall'euro presso il parlamento europeo

Introdotto dal capo delegazione europea del M5S, David Borrelli, Beppe Grillo presenta niente popò di meno che il suo progetto per l'uscita dall'euro.
Appena due anni più tardi sarà lo stesso Borrelli, pilotato dalla sede della Casaleggio & Associati a tentare una alleanza con il partito più filo europeista dell'arco istituzionale europeo: l'ALDE. Tentativo che si rivelerà un flop rocambolesco e che segnerà la fine della carriera politica del pupillo di Grillo; ustilizzato come pedina sacrificabile sul tavolo dell'azzardo politico più ardito che si potesse immaginare.
Un voltafaccia diametrale rispetto le premesse sulle quali Grillo aveva costruito la credibilità del suo progetto politico.

 

 

 


Beppe Grillo: fuori dall'euro!

Torniamo alla sovranità (Dal minuto 25:50)

 

Anzi, no!

Trasparenza, lo streaming

Mettere tutte le intelligenze in rete che costruiscano il programma elettorale

Selezione delle migliori menti da mandare in Parlamento

Onestà

Non si fanno alleanze, devono andare tutti a casa (ne rimarrà uno solo)

La guerra ai vecchi partiti: PDL e PD meno L

Stop alle grandi opere

 

Quando Beppe Grillo diceva: blocchiamo la Cina

Mettiamo dei blocchi ai prodotti cinesi (dal minuto 22,30)

Il cattivo maestro che ha portato l'Italia su una cattiva strada

Per il M5S delle origini, incluso il primo quinquennio trascorso stando all'opposizione, era contro le grandi opere e la cementificazione.
Dalla campagna elettorale all'esercizio del mandato stando al Governo è passato dal NO al Sì sulle seguenti opere:

TAP
Pedemontana
Chiusura e bonifica dell'Ilva di Taranto

 

 

IL M5S è CONTRARIO ALLE RIFORME

PRENDERE DA CARTELLA

 

 


 


La battaglia delle restituzioni e rimborsopoli

Rimborsopoli

 

fonte

 

Gli sprechi della casta

Gli sprechi della casta: il fotografo personale di Di Maio
Il fotografo personale di Di MaioGli sprechi della casta: il fotografo personale di Di Maio

 

fonte

 


Contro le grandi opere

 

Il ponte sullo stretto di Messina

Beppe Grillo attraversa lo stretto di Messina per protestare contro il ponte sullo stretto
Beppe Grillo attraversa lo stretto di Messina per protestare contro il ponte sullo stretto in occasione della campagna elettorale di Sicilia del 2015 - Secondo Grillo il ponte è una cazzata

fonte


 

M5S, il ponte sullo stretto? Un'opera inutile
M5S, il ponte sullo stretto? Un'opera inutile

 

fonte

 

Ma magari più tardi, a ripensarci...

 

 

 


 

Parentopoli in RAI

Ecco la lista della parentopoli in RAI mostrata da Grillo durante il suo spettacolo Reset.

 

 


 Gli incandidabili candidati

Una delle tante regole che il M5S ha imposto per sbarrare la strada agli incandidabili, c'è quella del divieto agli iscritti alle logge massoniche.

Anzi, c'è molto di più. Nel M5S non è neppure essere iscritti al Movimento se si è massoni!

M%S stop ai massoni

fonte

 

Di Maio grazie gli impresentabili

fonte

 


 

 

Gli straordinari successi degli onesti senza esperienza messi a ricoprire ruoli di ministro

Se qualcuno di voi si stesse chiedendo da quali accademie del pensiero o ramo istituzionale o albo professionale siano usciti tutti gli eletti in Parlamento e Senato tra le file del M5S; oppure quale curriculum, pluri decorato sfoggino le intelligenze incontratesi in rete per fondare il progetto rivoluzionario del Movimento 5 Stelle, che erano state promesse alla guida del governo italiano, beh, ecco, non ce n'è traccia alcuna.
Infatti tutte le prodezze degne di De Gasperi ed Einaudi sono state affidate a disoccupati scansa fatiche patentati - almeno nella quasi totalità. Il resto sono mediocri passacarte nel sottoscala dell'azienda di famiglia o professionisti di paese, di scarso rilievo.

Strano che dei disoccupati scappati di casa, dopo aver toccato con mano gli agi della poltrona, si siano ammucchiati e immischiati  con gli stessi che dovevano combattere.
Chi se lo sarebbe mai aspettato?

 

https://www.difesaonline.it/geopolitica/analisi/ci-siamo-riusciti-%C3%A8-ufficiale-la-turchia-si-%C3%A8-installata-militarmente-libia


 

Il ponte Morandi, le vittime, la promessa di esproprio
e il regalo ai Benetton

In occasione del luttuoso crollo del ponte Morandi, in cui periscono 43 persone, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte promette l'esproprio delle quote di Autostrade italiane possedute dalla famiglia Benetton.
Gli fanno eco i parlamentari grillini che imputano giustamente ai Benetton la mancata manutenzione del ponte e di tutta la parte di infrastruttura gestita dall'impresa di famiglia.

Il valore di mercato di Atlantia passa dal crollo dei giorni precedenti (-18% dovuto alla preoccupazione dei mercati rispetto all'imminente esproprio promesso dai grillini) ad un +18%, diventato +22% in poche ore dall'inciucio M5S-PD-Benetton.

Boom azioni Atlantia Autostrade Benetton
Dopo la riconferma delle concessioni ai Benetton, con obbligo di cessione di quote (quindi nessun esproprio), la borsa festeggia premiando con un +22% la buona notizia. I Benetton vanno all'incasso. Non c'è che dire, i Benetton l'hanno pagata cara... cit (Manuel Barba)

 

Inutile ripercorrere tutta la vicenda della promessa di esproprio ai Benetton. Vi rimandiamo alla lettura degli articoli che per lunghi mesi si sono susseguiti. Riassumiamo la vicenda con alle immagini ne che ripercorrono le tappe salienti.

la-vicenda-del-ponte-Morandi-e-della-bufala-della-espropriazione-di-Autostrade-ai-Benetton
1 Di maio e Toninelli, rispettivamente doppio ministro e capo politico e ministro dei Trasporti annunciano che Benetton dovrà risarcire i danni al Ponte Morandi dopo di che gli verrà revocata la concessione su Autostrade; 2) esultanza di Toninelli dopo la seduta in Parlamento che sancisce l'esproprio; 3) annuncio in pompa magna del successo sul blog delle stelle; 4) video muto delle smorfie di Toninelli che sfotte i Benetton; 5) i Benetton ringraziano per il regalo in miliardi sonanti.

Tutto ritorna da dove tutto era cominciato

Si conclude così la, fortunatamente, breve parabola di Beppe Grillo in politica. Con la scena del buffone di corte che stringe il patto di ferro con il Re da cui voleva liberare il popolo.

Con il moralizzatore che faceva le prediche agli italiani mentre nel frattempo cresceva una figlia sorpresa con la droga in macchina ed un figlio sotto processo per stupro di gruppo.

 


 

Quella cialtronata del ponte sullo stretto di Messina

 

"Abbiamo abolito la povertà",
"Siamo vicini a un nuovo boom economico"
e le altre buffonate degne dei veri cialtroni di professione.

Fonte

Fonte con il della video conferenza stampa

 

file per il pane a MIlano

file per il pane a MIlano

file per il pane a MIlano

 

Quando Grillo lapidava in pubblico i figli degli altri per mio meno che uno stupro o lo spaccio di droga

Oggi Grillo in difesa del figlio Ciro, accusato di stupro di gruppo, non esita ad additare la stampa. A suo dire è rea di dedicare troppa attenzione al caso del figlio. A parte che la famiglia Grillo ha goduto di due anni di assoluto silenzio stampa sulla faccenda, (a commento del video di Grillo, Peter Gomez, del giornale affiliato al partito ci dice che, sì infondo un settantenne quando parla di stupro va capito perché è un limite degli uomini della sua generazione...) voi vi ricordate i bei tempi in cui era il primo a crocifiggere i figli degli altri sul suo blog?

Al di là della figura del disperato braccato e chiuso all'angolo, in preda di nuovo, come ai tempi del suo incidente stradale che costò la morte a tre persone, sui deliri di auto assoluzione, ciò che rimane è il doppiopesismo di lui e dei suoi fans.

A cominciare dalle invettive contro il Trota, figlio di Bossi reo di ricevere troppe agevolazioni solo perché figlio di, per arrivare al figlio di Salvini salito su una moto d'acqua della Polizia per un giro turistico fuori regola, quanti processi sommari ha celebrato la banda grillina?

 

GIUSTIFICARE IL TRADIMENTO DICENDO DI ESSERE CAMBIATI
ECCO COME FARE FESSI I BABBEI A CINQUE STELLE

Qual è il modo più semplice di giustificare un totale tradimento? Spacciarlo per evoluzione.
Il bello è che con un gregge elettorale composto per la maggior parte da mediocri e della restante da procacciatori di poltrone - disposti a tutto, a cominciare dal leccare culi, pur di scalare le gerarchie -  lo puoi dire platealmente senza che i tuoi seguaci se ne accorgano.
Ora che "la trasformazione è completata" significa che il tradimento era programmato.
Sarà sufficiente vaneggiare su concetti legati alla maturazione e alla crescita e quei babbei continueranno a mettere la croce sul simbolo che sancirà la tua rielezione.

Di Maio, trasformazione del M5S completata Grillo, il M5S non è più quello di una volta Grillo, il M5S è diverso da prima

Quindi Grillo è garante, cioè il primo responsabile, di un nuovo sistema-truffa che garantisce, cioè copre le spalle, al tradimento degli italiani; avendo trasformato un movimento di piazza, in un manipolo di sfruttatori del potere assunto con i voti, per esercitare il potere. Esattamente come durante la prima Repubblica.

Su due cose soltanto Beppe Grillo non ha mai tradito nessuno.

È stato quando amava ripetere che "la rete non dimentica" e che "la rete non perdona".

 

Beppe Grillo, la rete non dimentica

Beppe Grillo, la rete non perdona

 

Quando Beppe Grillo fa irruzione nella scena politica italiana, ma come mina vagante nel sistema dei partiti, ha inizio una rivoluzione attuata per fare sì che nulla, ancora una volta, sia potuto cambiare.
ma nonostante ciò è riuscito a dimostrare, sì che un cambiamento sarebbe ancora possibile, forse, chissà, anche dopo che il M5S ha avvelenato i pozzi a qualsiasi futuro movimento dal basso, ma che perché ciò possa trovare compimento occorre la qualità e il coraggio nelle persone che vengono presentate.
Se così il MoVimento 5 Stelle fosse stato presentato, allora il cambiamento sarebbe stato possibile. Un azzardo troppo rischioso anche per i "rivoluzionari" che non avevano niente da perdere... ma tutto da guadagnare...

Articolo in perpetuo aggiornamento...


I traditori dell'Italia

 

ALTRE FONTI

Bologna Today - Favia: Beppe Grillo è un impostore

L'Abate - la lista delle bugie del M5S

Tutti a casa!

Ne resterà soltanto uno

https://www.huffingtonpost.it/2018/04/27/taverna-dimentica-di-quando-dava-dei-mafiosi-e-schifosi-al-pd-adesso-e-diverso_a_23421673/

Di Maio e Umberto Bossi


la petulante richiesta che si fa della “onestà” nella vita politica.
L’ideale che canta nell’anima di tutti gli imbecilli

Benedetto Croce.

Fonte

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.