La speculazione sull’energia spiegata facile: i TTF

Il mercato dei TTF, ecco come influenza il rincaro dei prezzi

Il mercato dei TTF regola lo scambio delle quote di gas che influenza anche il prezzo delle materie prime. Ecco quali sono i suoi segreti.

La somma delle ragioni che abbiamo descritto nel precedente articolo sulle 5 (+3) cause dell'anomalo boom dell'inflazione hanno funto da esca per gli speculatori.



Per chi non ha molto tempo

Chi non ha tempo di approfondire ma vuole intanto avere un'infarinatura sull'argomento, ecco l'intervista che Canale Italia mi ha chiesto proprio su questo tema.



La speculazione è a livello mondiale

Gli effetti della speculazione non si sono sentiti soltanto in Italia, ma in tutto il mondo. La lista sarebbe lunghissima; a titolo di esempio vediamo un Paese poverissimo ed uno ricchissimo.

In Sri Lanka, terra di sommosse popolari legate all’insostenibile caro vita e al crack economico, è scattato il razionamento dei carburanti già ad inizio luglio 2022.
Di contro in Germania si è verificata questa crescita dei prezzi dell’energia che la sta mettendo alla prova.

Effetti sui prezzi energetici in Germania
Effetti sui prezzi energetici in Germania

Il price cap proposto da Draghi

Ad un certo punto Mario Draghi ha proposto, ed è rimasto il solo a farlo, un tetto massimo al prezzo dell’energia. Il Re dei banchieri, il migliore, si è reso conto che il funzionamento del mercato dell’energia è completamente slegato dalla realtà dei consumi.
Insomma Draghi voleva tornare al mercato calmierato come nel sistema vigente in Italia fino agli anni Novanta. Stiamo parlando di prima che le privatizzazioni e liberalizzazioni selvagge andassero in scena, proprio grazie a politici e a tecnici tra cui proprio lui: Super Mario. Ma come, prima combatti per tutta la vita per liberare la mano invisibile del mercato dalle catene delle regolamentazioni e poi chiedi di imporre un limite al mercato? Ma non si sarebbe dovuto regolare da solo?

Comunque è andata a finire che alcuni “partners” europei (tra cui produttori ed esportatori di idrocarburi), fossero tutt’altro che convinti di fare uno sconto a tutti gli altri.

Come mai il prezzo del gas è aumentato anche se la domanda è calata?

Insomma Draghi è rimasto da solo a combattere contro il boomerang del libero mercato a lui una volta tanto caro.

Ma prima di sapere com’è funzionato il meccanismo delle speculazioni finanziarie occorre fare il punto della situazione antecedente, partendo da un diametro: quello delle tubature che portano il gas naturale dalla Russia in Europa.

Le condutture del gas che ci collegano alla Russia sono state fatte perché gli approvvigionamenti fossero continui: di diametro ridotto ma sufficiente a far sì che le forniture del gas siano continuative durante tutto l’anno.

Il mercato del gas prima e dopo i TTF

Essendoci un flusso continuo il prezzo risulta calmierato, anche perché, fino all’estate 2021, gli accordi commerciali sul gas si basavano su contratti pluridecennali.
Fino a quel momento il prezzo del gas naturale veniva stabilito tenendo come riferimento il prezzo del barile di petrolio che a sua volta dipende dalla quantità estratta stabilita in comune accordo dai vari produttori; in primis dall’OPEC.

Insomma tutta questa programmazione e questa regolarità, nonché l’ancora di un bene reale dal valore abbastanza stabile, facilita lo stoccaggio da parte dei compratori che, nei periodi più caldi dell’anno riescono a rifornirsi, a costi relativamente bassi, delle scorte che serviranno durante l’inverno successivo.

Quest’idea venne ad Enrico Mattei che negli anni ‘60 riuscì a garantire all’Italia prezzi bassi sui rifornimenti di petrolio dal Nord Africa e dall’Iran e di gas guardacaso proprio dalla Russia.

All’epoca di Mattei c’era sì la concorrenza al rialzo delle sette sorelle (Shell, BP, Exxon, Mobil, Texaco, Socal, Gulf), ma non la finanza speculativa a mettersi di traverso.

Oggi è la borsa a dettare i prezzi, ma una volta era un compito della politica e della diplomazia che attraverso gli uomini dello Stato mediavano, cooperavano e commerciavano tra economie.


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Il mercato dei TTF

Oggi invece è tutto diverso, perché dall’estate del 2021 anche in Italia, chi decide il prezzo dell’energia non è più soltanto il gruppo dei produttori, ma il mercato della borsa virtuale di Groningen; una borsa specifica per la compravendita dell’energia, che è nata circa 10 anni fa quando l’Unione Europea ha liberalizzato il mercato dell’energia.

Borsa virtuale significa che non siamo in presenza di un luogo fisico come la borsa di Milano o la borsa di New York, ma di una piattaforma virtuale sulla quale avvengono gli scambi.

Su questa piattaforma vengono aggiornati e pubblicati quotidianamente sotto forma di database i prezzi dell’energia (gas naturale, produzione da fotovoltaico, eolico, idroelettrico, carbone) che danno origine al TTF, cioè al prezzo di quel momento.

All’asta partecipano venditori e compratori, ma i venditori non sono i produttori di energia; sono dei semplici intermediari.

Quindi non è l’OPEC che partecipa all’asta come venditore, ma sono gli intermediari che a loro volta hanno acquistato delle quote virtuali di gas.

Cosa sono i TTF?

“Alla luce di questi sviluppi, il mercato energetico come l’abbiamo costituito noi non sembra rispondere in maniera adeguata”. È la chiosa di Mario Draghi che chiede che si ponga un tetto ai prezzi sfuggiti di mano.

Noi chi, SuperMario? Tu e quelli mandati dai mercati finanziari a dirigere Stati e unione europea? O Voi e i lobbisti di settore?

Il banchiere dei banchieri Mario Draghi, tra derivati e azioni in borsa non ne ha azzeccata una in trent’anni. Almeno, non in favore degli italiani.

Il Title Transfer Facility (TTF) è un Titolo che determina il prezzo del gas naturale sulla base del mercato. È un pezzo di carta (un contratto) che viene scambiato sulla borsa di Groningen che in poco tempo ha portato il prezzo del Megawatt ora (MWh) dai 20, 50 Euro di aprile 2021 ai 78,87 di giugno 2022.

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Il prezzo non viene fissato a lungo termine ma è un prezzo detto spot perché riferito a un contratto la cui compravendita di gas è a brevissimo termine, tipo il giorno dopo o comunque entro un termine molto breve, non certo decennale.

Quindi l’intermediario (cioè lo speculatore) acquista delle quote virtuali di gas quotato in TTF. Queste quote rappresentano il diritto di acquistare il gas fisico, cosa che non sempre avviene. Infatti queste quote finiscono prima sui mercati speculativi e poi, vengono convertite in acquisti di gas da rivendere solo se gli operatori del settore energetico li acquistano. Se ciò avviene gli opratori consegneranno la materia prima al compratore finale il giorno della scadenza dei contratti.

Le quote che invece non vengono acquistate dagli operatori del settore dell’energia rimangono sul mercato borsistico e continuano a far lievitare il costo del sottostante esposto a speculazione: ovvero la materia prima su cui si basano i Titoli stessi.

Il prezzo quindi viene fissato nel momento in cui l’operatore acquista il gas... sulla carta.

Ad inizio giornata avvengono gli scambi che servono a soddisfare la domanda di energia necessaria ai vari compratori e le prime offerte che entrano nel mercato sono quelle a prezzi più bassi.

Ma, via via che trascorre il tempo, il prezzo dell’energia si fa sempre più caro perché aumenta la sua richiesta.

La fregatura del prezzo marginale

Si chiama prezzo marginale ed è deciso sulla base degli scambi tra domanda ed offerta, tra chi acquista gas e chi lo vende.

Il prezzo sale  fino ad arrivare al punto più alto della giornata.

Una volta raccolti i vari prezzi decisi dai venditori il prezzo più alto è il prezzo marginale (perché nel margine più alto dell’insieme di tutti i prezzi). Ebbene questo prezzo viene applicato a tutte le quote di gas acquistate dai compratori, anche a quelle che erano state acquistate ad inizio giornata a prezzi molto inferiori.
Insomma se guardi bene è un meccanismo simile a quello delle aste sui Titoli di Stato.

Maggiori sono le quote di gas in mano agli intermediari e maggiore è la loro possibilità di fare profitti.

La maggior parte delle volte riguarda quote di energia scritte solo sulla carta, tipo una specie di azioni che si chiamano TTF. Infatti, per poter vendere sulla borsa TTF gli intermediari devono avere in mano dei contratti firmati con i produttori, in cui c’è scritta la quantità teorica di gas che possono fornire sulla piattaforma TTF. 

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La corsa alla speculazione sui TTF

Con l’inizio della crisi energetica vi è stato un enorme incremento di domanda di quote virtuali di gas da parte degli intermediari tale da superare le reali capacità estrattive dei giacimenti.

Ecco che le quote virtuali hanno superato di molto le scorte reali di materie prime che possono estrarre (quotidianamente, settimanalmente, mensilmente, ecc. a seconda del prezzo spot sulla borsa) Russia, Norvegia, Libia, Algeria, ecc..

Come sappiamo bene, più sale la domanda e più salgono i prezzi.

Ed è questa domanda fittizia ad aver fatto aumentare il prezzo dell’energia, nonostante vi fosse un contemporaneo calo di domanda (in Italia ad esempio tra la seconda metà del 2021 e la primavera del 2022 si è registrato un calo dei consumi industriali che ha raggiunto il 9%).

Ma il bello è che, essendo i TTF a tutti gli effetti dei Titoli di Borsa, questi vengono giocati sulle Borse degli altri mercati per fare ulteriore speculazione.

Ecco che una risorsa naturale indispensabile come l’energia diventa oggetto di speculazione.
Pensa se ciò accadesse con elementi naturali come l’acqua…

La differenza tra prezzo di mercato e prezzo agganciato al barile di petrolio come vedi è gigantesca.

I problemi del libero mercato

La quotazione non avviene facendo la media del prezzo richiesto dai vari venditori di materia prima, bensì viene fissato ad un prezzo più alto in modo da consentire di fare profitti, non solo agli intermediari, ma anche ai produttori che devono ammortizzare i costi dei nuovi impianti (tipicamente i produttori di energia da rinnovabili) rispetto ai chi produce energia con vecchi impianti già ammortati.


 

I TTF non rispondono alla realtà

 

 


La Germania ha chiesto di aderire al TTF e nessuno si è opposto

I Paesi europei, compresa l’Italia di Mario Draghi e del suo Governo di larghe intese, non si sono opposti alla spinta della Germania (tanto per cambiare) a cambiare i contratti. La sua richiesta è stata accolta dalla Commissione europea, sulla base dell'idea che avere un prezzo sostanzialmente stabile durante tutta la durata dei contratti, così come abbiamo appena descritto, non andava più bene.

Occorreva fare come gli Stati Uniti, cioè convertire i vecchi contratti in una nuova versione “aggiornata” con i quali il prezzo sarebbe stato stabilito dal mercato e non dai produttori.

Eppure l’intento dei nostri rappresentanti a Bruxelles era nobile.
L’Europa voleva arrecare un danno alla Russia, cioè applicare una sorta di sanzione aggiuntiva dovuta alle frizioni tra Russia e Ucraina, che si sarebbe aggiunta alle sanzioni già in corso a partire dal 2015.
Eravamo convinti che i prezzi sarebbero scesi e così anche i profitti della Russia, invece…
Invece, tempo pochi mesi e ne abbiamo fatto le spese noi. Gli speculatori sono stati capaci di decuplicare i prezzi senza neanche avere in mano il gas da vendere.

Questioni di diametro

Ma allora, alla fine di tutta questa brutta storia, perché sei partito cosa c’entra dal diametro delle tubature?

Il diametro delle condutture del gasc c’entra eccome, ecco perché. Con la contrazione delle forniture, la riduzione della domanda e la difficoltà ad acquistare le materie prime sul mercato stanno facendo andare a singhiozzo gli approvvigionamenti.

Se il flusso di gas si riduce o, peggio, si interrompe, significa che le scorte necessarie ad affrontare l’inverno non verranno raggiunte. E poi come fai, se il diametro delle condutture non ti consentono di avere tutto il gas che ti servirebbe?

Fai che te ne stai lì a guardare i prezzi che continuano a salire. E quando si tratta di sopravvivere, diventa una guerra a chi ce la fa. Per fortuna per noi c’è l’Europa a fare da scudo contro le crisi.

Quando l’Italia è il Paese con le maggiori scorte, scatta la solidarietà europea…

 

Solidarietà europea in tempi di speculazione sui TTF

 

La nazionalizzazione è la soluzione?

Dipende, stiamo infatti parlando di tornare indietro, ovvero di ritornare laddove i sovranisti vorrebbero condurvi da almeno 11 anni (dai tempi di Monti).
Certo, se la TV dicesse che la nazionalizzazione dell'energia fosse un'idea geniale, ci troveremmo di fronte alla scoperta del secolo.
Tenete presente che ENI è ancora di proprietà dello Stato per il 30%, ma non è che ci fa uno sconto del 30% sulla bolletta.
La Francia lo ha già deciso e la Germania ci sta pensando seriamente.
Se lo avesse proposto un Salvini qualunque sarebbe stato impiccato al primo lampione.
Insomma se lo fanno gli altri non è vecchia politica fascista.
Peccato che, perché fosse efficace, dovresti scomunicare la borsa TTF e diventerebbe un precedente per tutte le altre.
E, siccome chi comanda sono i mercati, personalmente credo che gli effetti della nazionalizzazione sarebbero limitati a quello che il mercato ci consente di fare...

Grazie a Davide Gionco per la preziosa collaborazione.


FONTI:

https://it.insideover.com/schede/energia/il-piano-di-draghi-sul-tetto-ai-prezzi-del-gas-spiegato.htmlhttps://luce-gas.it/guida/mercato/ttf-gas

https://luce-gas.it/guida/mercato/ttf-gas

https://www.agi.it/economia/news/2022-05-08/ue-chieder-27-condividere-stock-gas-in-caso-taglio-mosca-16655117/

https://europa.today.it/attualita/rutte-italia-recovery-fund.html

https://it.marketscreener.com/quotazioni/indice/S-P-GSCI-PETROLEUM-INDEX-46869201/attualita/Energia-Draghi-Ttf-risponde-sempre-meno-alla-realt-39841426/

https://www.ilsole24ore.com/art/francia-edf-tornera-100percento-proprieta-stato-AE2v6fkB

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2 pensieri su “La speculazione sull’energia spiegata facile: i TTF

  1. Buon pomeriggio,
    noi dovreste sapere che, le persone alle quali vi state rivolgendo, siamo noi utenti. E la stragrande maggioranza di noi utenti, si stanno interessando per la prima volta, a questo complicato meccanismo che determina la speculazione sul prezzo del gas. Quindi dovreste preoccuparvi di spiegare il meccanismo nel modo più semplice e comprensibile a tutti. E non pensare di stare comunicando con persone esperte.
    Quindi dovreste sforzarvi di raccontare l’indispensabile, per far capire anche a noi.
    Invece voi accennate a tanti argomenti, complicati che non chiariscono niente, anzi creano ulteriore confusione.
    Ad esempio ho trovata inutile la vostra ironia su Draghi. Non perché non fosse condivisibile. Ma perché non ha aggiunto niente alla comprensione del complicato argomento. Anzi!
    Voi dovreste preoccupare di fare un’esposizione , la più semplice possibile.
    In modo da dare a tutti la possibilità di capire. E sono sicuro che poi le persone arriverebbero da sole a certe conclusioni ironiche.
    Se poi a questo, aggiungiamo la pessima qualità dell’audio dei vostri filmati, dire che la confusione è massima.
    Questa mia critica ha il solo scopo di poter sperare di leggere un vostro scritto sull’argomento gas, che sia scevro da fronzoli e richiami inutili, ma pregno di contenuti ben esposti.

    Cordisamente, Gustavo

    1. Ciao, grazie delle tue osservazioni, ma il blog si è occupato più volte di Draghi.
      Non possiamo ripetere quanto già scritto.
      Per i novizi c’è un campo di ricerca in cui inserire, in questo caso, la parola chiave “Draghi” per caricare l’elenco delle puntate precedenti.

      Quanto alla spiegazione dei TTF, lo abbiamo fatto nel modo più semplice senza appoggiarci ad altri articoli, se non quello citato e consultabile al link segnato.

      Come nostra abitudine abbiamo fornito numerose fonti da cui attingere approfondimenti.

      Se ci sono specifici passaggi poco chiari, potresti accennarli per consentirci di spiegare meglio i meccanismi più controintuitivi.

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