Beppe Grillo e il M5S, i giullari che presero in giro l’Italia. I traditori – Parte 1

Beppe Grillo - i traditori dell'Italia

Quando Beppe Grillo fa irruzione nella scena politica italiana, non come comico ma come mina vagante nel sistema dei partiti, ha inizio quella che ha tutta l'aria di poter essere una rivoluzione.

È il 12 luglio del 2009 quando Beppe Grillo annuncia la sua intenzione di entrare in politica con un movimento alla cui testa si mette come garante e non come candidato.

Garante di che cosa? Garante di un "non statuto" che rappresenti le istanze del popolo tradito dai partiti tradizionali. Avere un "non statuto" equivale ad essere un "non partito", ovvero ad essere diversi dai traditori del Paese.

Indice dei contenuti

BEPPE GRILLO IN POLITICA, ECCO COME TUTTO EBBE INIZIO

Sono gli anni in cui Grillo conduce la sua campagna contro la svendita della Telecom. Dallo stesso anno parteciperà alle assemblee degli azionisti dopo aver raccolto, tramite un suo appello sul blog, beppegrillo.it, le deleghe di migliaia di piccolissimi azionisti che non contavano nulla nelle decisioni societarie.

All'inizio si era provocatoriamente candidato alla segreteria del PD con l'obiettivo di riportare uno dei maggiori partiti italiani ad occuparsi di politica e non più di banche, di affari e di "inciuci" con Berlusconi con il quale il Partito Democratico aveva intessuto un patto basato sul conflitto di interessi.

 

Beppe Grillo si candida alle primarie del PD

fonte

 

È un evento epocale che suscita l'ilarità di molti che lo considerano una semplice provocazione goliardica: entrare nel PD per diventarne capo politico per costringere il partito a fare vera opposizione a Berlusconi.

 

Il contesto storico in cui nasce il movimento di Beppe Grillo

Dobbiamo ricordare in quale contesto si svolgono i fatti.
Siamo all'apice dell'inciucio tra Berlusconi e il PD che determina una alternanza dell'una e dell'altra forza al governo dell'Italia, senza che nulla cambi.
È questa l'eredità lasciataci dalle falsa rivoluzione di Tangentopoli (VIDEO).

È talmente evidente che le forze politiche in campo non vogliano farsi del male reciprocamente che diventa palese anche nelle audizioni pubbliche in Parlamento.

 

Basti pensare al tema del conflitto di interessi berlusconiano. Berlusconi è contemporaneamente capo di Governo a fasi alterne pur possedendo tre reti televisive ed innumerevoli proprietà che ne minano l'imparzialità in ambito politico-legislativo.

Un problema gigantesco (a parole) secondo la teorica opposizione e soprattutto per i giornalisti d'inchiesta come Marco Travaglio e la schiera de Il Fatto Quotidiano, fondato proprio in quegli anni (2009) per denunciare il rapporto stretto tra PD e Berlusconi.

Travaglio è già collaboratore del blog di Beppe Grillo con la sua rubrica Passaparola, in cui denuncia le malefatte del Cavaliere e del Partito Democratico.
Qui una cospicua carrellata di suoi interventi.

Il tema principale è l'onestà; un tema costante in questi anni. Come dimostra questo recente scambio fra Travaglio e Renzi, secondo il popolo grillino e i suoi leaders, l'onestà va ricercata fin nelle piccolissime cose come le bugie:

 

 

La nascita di un nuovo quotidiano ci dà la misura di come esista un tale fermento contro lo status quo politico, da determinare anche il tentativo di spostare la discussione e l'opinione pubblica anche a mezzo stampa, su questi argomenti.

Il Fatto Quotidiano diventerà di fatto il principale sponsor mediatico e autentica cassa di risonanza del nuovo movimento di Beppe Grillo - com'è facile intuire sin da subito - poiché fino a quel momento il nascente progetto di Beppe Grillo - sorto in rete - aveva potuto fare leva solamente sul blog beppegrillo.it e successivamente sul canale La Cosa oppure sul fiancheggiamento di canali indipendenti su YouTube come quello di Salvo Mandarà e Claudio Messora.

Possiamo quindi tranquillamente affermare che l'ingresso di Beppe Grillo sulla scena politica determina la nascita di un polo dell'onestà.

 

Se lo diciamo lo facciamo

Fonte

 


Perché Beppe Grillo non si candida come politico?

Il motivo della mancata candidatura di Beppe Grillo alle elezioni politiche risiede nel principio fondante del suo movimento: in politica devono entrare solo dei cittadini onesti e con la fedina penale pulita.
Non si sarebbero fatti chiamare Onorevoli, bensì Portavoce dei cittadini. Perché sì: tutti i politici non sono altro che i nostri dipendenti.

 

 

Essendo stato condannato per omicidio colposo plurimo, un fatto su cui non intendiamo speculare come è divenuto abituale fare, Grillo non può di fatto fare politica come eletto.

Per questa ragione rimarrà il garante del non-statuto del movimento. Ciò che cambierà, come vedremo in questo articolo sono le regole e soprattutto la loro applicazione. Tutto sotto l'occhio vigile del garante che non mancherà di metterci molto del suo per deviare il percorso...

Grillo ha già saldato il suo debito con la giustizia e starà certamente continuando a farlo con la propria coscienza. Però della sua vicenda personale citiamo un dettaglio che resterà costantemente a galla, come una macchia di unto, la continua pratica di auto-assoluzione del suo, anzi dei suoi, movimenti e dei singoli esponenti che lo comporranno in futuro.

 

Beppe Grillo, mi sono già assolto

 


I Meetup degli amici di Beppe Grillo

il logo di meetupDopo le ripetute chiamate alla partecipazione - ad alzarsi dal divano e a reagire, mettendo in rete tutte le migliori competenze, con l'obiettivo di creare una forza dal basso capace di contrastare il declino politico, economico, ambientale e sociale dell'Italia - attorno all'idea di Grillo comincia via via ad addensarsi l'interesse di professionisti dei più disparati settori della vita civile. Tutti normali cittadini che vogliono mettere assieme le proprie forze a disposizione del cambiamento tutte le competenze di cui l'Italia ha bisogno.

Arrivano esperti di scienza, cultura, economia, tecnologia e dell'informazione alternativa che, richiamati dal comico genovese, entrano a far parte del palinsesto sia del sito di Beppe Grillo, che persino dei suoi spettacoli, come nel caso del Professor Montanari, microbiologo e di altri esperti, come avvocati, commercialisti, ecc.

Lo scopo di Grillo è quello di accrescere la credibilità del suo progetto attraverso lo smascheramento di truffe fiscali, mediatiche, scientifiche, ecc. utilizzando esperti e persone perbene in contrapposizione alle lobby del potere diffuse in qualsiasi settore della vita sociale, politica, finanziaria ed economica italiana.

Per dimostrare che non ha interessi personali, ma solo l'utopia di liberare l'Italia dai poteri massonici e lobbystici, Beppe Grillo chiama all'adunata semplici cittadini, ma soprattutto intelligenze nei vari settori sociali ed economici del Paese pescando tra la gente comune, senza un passato in politica.
La sua idea è di creare un movimento dal basso che sappia premiare il merito di chi ha qualità e si impegna quotidianamente nella vita sociale ed economica dell'Italia, promettendo di portare, un giorno, in Parlamento le migliori intelligenze selezionate in rete sulla base di specifiche competenze e di meriti dimostrati e di realizzare progetti concreti che possano migliorare la vita della collettività e ripulire il Parlamento italiano dalla corruzione e dalla gestione del potere per fini personali.

Per fare tutto ciò Grillo individua 5 campi specifici in cui le intelligenze messe in rete dovranno produrre il programma dell'Italia del futuro:

  1. acqua pubblica,
  2. energie rinnovabili,
  3. trasporti sostenibili,
  4. sviluppo (economico) sostenibile,
  5. connettività.

Saranno le future 5 stelle che campeggeranno nel nome e nel logo del prossimo movimento...
Per far sì che l'organizzazione possa avvenire dal basso, Grillo mette a disposizione la sua conoscenza dei mezzi di comunicazione tra gli utenti che si potranno incontrare online. La piattaforma suggerita è Meetup.com.

È il 16 luglio 2005 quando Grillo lancia il primo Meetup.

I temi trattati nei Meetup in pratica ricalcano gli argomenti lanciati durante gli spettacoli del comico.

 

 


 

I Meetup degli amici di beppe Grillo

 

Per iniziare a gestire la confluenza delle idee nella rete, Grillo decide di affidarsi alla piattaforma Meetup che serve a mettere in comunicazione, in rete, gli attivisti e a materializzare gruppi di lavoro per ciascun ambito, sparsi sul territorio nazionale.

 

ECONOMIGRAM sul M5S grillini e Beppe Grillo
Una delle intelligenze pescate in rete dal M5S dopo una lunga e minuziosa selezione dei migliori. Pagina tratta dal libro ECONOMI/GRAM


La propaganda dei 5 Stelle tra cabaret e cultura pop anni Ottanta

Le prime regole prevedono che il movimento non abbia un capo e che anche nei singoli Meetup la gestione dei gruppi sia basata sulla rotazione degli incarichi, in modo che nessuno abbia il tempo di accumulare ed esercitare individualmente il potere a nessun livello, ma che siano le persone collettivamente ad organizzarsi in una nuova forma di democrazia basata sul modello della democrazia dal basso.

M5S democrazia dal basso

 

Nascono così gli Amici di Beppe Grillo, la rete di Meetup riconosciuta ufficialmente dal comico genovese. Lo scopo non è quello di creare un partito politico, bensì un movimento moralizzatore e di opinione diffuso su tutto il territorio nazionale con l'obiettivo di condizionare dal basso le scelte politiche dei partiti - a cominciare dal livello locale - con operazioni tipo Fiato sul collo, ovvero attività di controllo sui politici affinché portino avanti le reali istanze delle persone cristallizzate nelle proposte dei Meetup.

 

 

Ma nei Meetup, di fatto, ciò di cui si discute sono esclusivamente gli argomenti trattati da Grillo sul suo blog.

Ricordo ad esempio la campagna interna agli Amici di Beppe Grillo sull'idea che i politici non dovrebbero essere votati, bensì estratti a sorte.

 

Beppe Grillo: estrarre a sorte i politici

 

Un'altra idea che Grillo portava a spasso per l'Italia era quella che i cittadini dovessero avere il diritto di trovare nella scheda elettorale l'opzione "nessuno dei suddetti" (che di fatto oggi si esercita con l'astensionismo o presentandosi al seggio e rifiutando le schede elettorali.
Si trattava di una delle tante idee di propaganda dalla facile presa sulla base, scopiazzando da film e battute di altri comici.
Grillo e gli autori dei suoi spettacoli - che nel frattempo ha visto moltiplicarsi repliche in tutta Italia - sapranno attingere alla cultura pop degli anni '80 e dai principi della propaganda del primo Novecento, per comporre il puzzle della comunicazione alla base degli spettacoli di Grillo prima e della propaganda politica poi.

Eccone un esempio che forse qualcuno dei primissimi attivisti ricorderanno.
Nel film Chi più spende... più guadagna del 1985, ritroviamo molti dei capi saldi della propaganda grillina: linguaggio greve, populismo, banalizzazione della politica, individuazione del nemico comune (tutti i politici), qualunquismo.
E, dulcis in fundo, che la politica si può fare senza soldi. Un concetto alla base della cancellazione dei finanziamenti pubblici ai partiti.
Per dimostrarlo il Movimento rinuncerà ai rimborsi elettorali perché come amano ribadire i grillini, non servono politici ma cittadini onesti nelle istituzioni...

 

 

Ao', nun permetteteve de chiamarli politici.

"IO NUN SO' POLITICAAAA" è uno dei meme più popolari sfornati dal web dopo la piazzata di Paola Taverna, la pasionaria tutta d'un pezzo (quando stava all'opposizione).
Ecco la Cinquestelle in una delle più famose interpretazioni:

In realtà il M5S durante la sua costruzione seppe finanziarsi a spese degli stessi attivisti che si auto tasseranno per sostenere la propria missione politica. Questa della politica a costo zero è l'ennesima promessa che verrà tradita.

Tutto ciò che non viene trattato o deciso da Grillo nei Meetup è tabù.

Per tornare alla censura interna, quando Grillo dirà di non parlare di moneta, perché "è un tema complesso che spaventa la gente", nei Meetup sarà vietato parlare di moneta. Eppure fino allo spettacolo andato in tour fino sei mesi prima era proprio lui a parlarne, spacciano per vera la bufala del signoraggio bancario; ma intanto parlava giustamente delle banche centrali, che è già qualcosa

 

Il tema delle banche poi era al centro di alcune sue performance già dagli anni '70. Poi ci tornerà sopra nel 2012 durante la campagna elettorale. Un appassionato insomma. Fuorché quando gli attivisti se ne occupavano.
Lo scriviamo in veste di testimoni oculari e di protagonisti di proposte sulla diffusione della conoscenza sulle questioni monetarie sistematicamente bloccate "perché Grillo aveva deciso così"

Altri esempi di dove Beppe Grillo e la Casaleggio & Associati attingerà la forma del proprio movimento si riscontrano palesemente nel Fronte dell'uomo qualunque, un'idea italiana del Novecento, e negli 11 punti di Goebbels della propaganda nazista, spiegati anche nel libro di economia spiegata facile.
Ancora oggi queste 11 regole sono alla base della propaganda sia politica che pubblicitaria, nel settore del marketing. Marketing di cui la Casaleggio & Associati, la struttura finanziaria, comunicativa e strategica che sostiene il movimento di Grillo, fa abbondante uso e soprattutto sperimentazioni.


 

Beppe Grillo in politica? Fondi un suo partito e vediamo quanti voti prende


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Mai suggerimento fu più azzeccato di quello di Fassino. Infatti il giorno di San Francesco d'Assisi del 2009 nasce il Movimento 5 Stelle, basandosi sui 5 capisaldi del cambiamento visti in precedenza.

In un simile contesto, puntando su campagne di stampo populista e con la visibilità che Grillo ottiene grazie ai suoi spettacoli e alla credibilità che di riflesso ha acquisito grazie alla costante presenza di esperti al suo fianco, pur rimanendo sotto traccia, il progetto di un movimento di cittadini indipendenti dalle logiche di partito, prende piede e in pochi anni getta solide basi tra la popolazione.
Insomma il movimento di Grillo diventa un fenomeno popolare che contagia tutti gli scontenti.
Dando prova di coerenza e di fedeltà ai valori tradizionali come la trasparenza e l'onestà, Grillo e il suo entourage si rendono credibili e affidabili.
Anche la vena di pazzia del comico funge da garanzia, poiché tende a dimostrare che le mine vaganti non si fanno inglobare nel "Sistema".

Anzi, se mai il movimento di Grillo si dichiara anti-sistema. In milioni credono veramente nella possibilità di un cambiamento; di poter rovesciare lo status quo.

I toni spesso aggressivi di Beppe saranno un altro marchio di fabbrica, stavolta copiato dal Bossi della prima Lega. La netta distinzione tra sé e gli altri, tra noi e loro, viene rimarcata anche così. Impossibile che Grillo menta. Per l'opinione pubblica sarà magari un pazzo, un visionario, ma di certo non un truffatore.


STOP AL FINANZIAMENTO PUBBLICO DEI PARTITI

Uno dei fondamentali capisaldi del progetto politico di Grillo, come accennavo prima, è dimostrare che la politica si può fare senza soldi. Secondo il Movimento 5 Stelle i partiti servono ad occultare e a sprecare denaro. Denaro che dovrebbe essere restituito ai cittadini.

I politici rubano perché prendono stipendi mirabolanti per seguire le logiche dei partiti, fatte di prebende e corruzione per mantenere il potere.

È per questo che il M5S, non essendo registrato come partito, di fatto rinuncia al finanziamento che gli spetterebbe sulla base di ciascun risultato elettorale a livello nazionale.
Quale atto più esemplare... e mediaticamente convincete di questo?

Però...

il M5S riceve finanziamenti pubblici
il M5S riceve finanziamenti pubblici

Fonte


... E poi:

soldi pubblici ai partiti, sì del M5S
soldi pubblici ai partiti? Sì, adesso li vuole anche il M5S

Fonte


Non solo; i partiti politici lottizzano la televisione e le aziende di Stato per occupare poltrone e per dare un posto ad amici e parenti.

 

STOP AL CLIENTELISMO E AD AMICI E PARENTI IN POLITICA E NELLE AZIENDE PUBBLICHE

Famosa in questo senso è la campagna che Grillo fa per protestare contro i nomi "eccellenti" in RAI. Già nei suoi spettacoli il comico mostrava il lungo elenco di figli, mogli e parenti vari di politici, giornalisti ed attori, mantenuti dalla TV pubblica.
Il concetto è ribadito in questo vecchio post del 2006, apparso prima su beppegrillo.it e poi su ilblogdellestelle.it.

Ecco la lista della parentopoli in RAI mostrata da Grillo durante il suo spettacolo Reset.

 

 

Parentopoli RAIO, secondo Grillo la TV di Stato è una conigliera.
Parentopoli RAI, secondo Grillo la TV di Stato è una conigliera. Ecco il lungo elenco dei colpevoli.


 

Barbara Lezzi assume i parenti

 


 

Di Maio assume l'amica a 70 mila euro

fonte

 


 

 


MERITOCRAZIA: LO STRANO CASO DEL MIRACOLO: I POMIGLIANO BOYS

L'indagine delle Iene sulle assunzioni degli ex compagni di scuola di Di Maio effettuate ai vertici delle controllate dello Stato è tutta da vedere: VAI AL VIDEO.

L'inchiesta dimostra come Luigi Di Maio abbia fatto assumere amici ed ex compagni di Liceo in ruoli apicali nella pubblica amministrazione con stipendi che partono da 80.000 euro ed arrivano a 150.000 euro; oppure li ha piazzati su poltrone politiche pur senza aver ricevuto le preferenze necessarie.

Assunzioni di gente incompetente, con appena qualche esperienza in modesti studi notarili, che finiscono in ruoli di partecipate pubbliche come Finmeccanica e Leonardo; mica fetecchie...
A farne le spese delle selezioni ferree, come le chiama lo stesso Di Maio, con lo scopo di fare fuori i candidati che cercavano di intrufolarsi senza avere le qualità che la buona politica necessita (diceva lui), è stato anche chi - grazie al meccanismo della democrazia dal basso - si era guadagnato per ben due volte il seggio elettorale.
Prima alle politiche del 4 marzo 2018 e poi alle successive europee.
Fatto fuori dallo stesso Di Maio, per fare posto agli amici.

Il miracoloso caso dei Pomigliano boys, GUARDA IL SERVIZIO DELLE IENE

 

 


 

Stop all'immunità parlamentare

L'immunità parlamentare, secondo Grillo e il M5S è un mezzo per permettere ai politici di rubare e di farsi gli affari loro, invece che quelli dei cittadini, senza doverne rendere conto alla giustizia e deve essere abolito.
Anzi, i futuri parlamentari del Movimento promettono che non ne fanno mai uso!

M5S: no all'immunità

Fonte

 

Luigi Di Maio contro l'immunità parlamentare

Fonte

... Fino a quando non servirà a loto, s'intende...

Di Maio non rinuncia all'immunità parlamentare
Di Maio non rinuncia all'immunità parlamentare

 

Giarrusso non rinuncia all'immunità parlamentare

 

Barbara Lezzi e l'immunità parlamentare

Fonte


Quando il M5S fonderà il suo primo Governo assieme alla Lega si prodigherà perché l'immunità venga mantenuta, eccome, per salvare il compagno Salvini, salvo poi testimoniare contro di lui al processo che colpirà lo stesso Salvini, perché nel frattempo sarà andato all'opposizione... dopo un mojito di troppo.

 

OK immunità per l'amico Salvini

Fonte

 

il M5S cambia idea sull'uso dell'immunità parlamentare

 

 


Ne resterà soltanto uno

Ma la vera missione del Movimento 5 Stelle è quella di rimandare a casa i vecchi partiti e i loro esponenti, dal primo all'ultimo senza alcuna eccezione.

Vi ricordate il discorso sulla propaganda del passato? Un capo saldo della propaganda di Goebbels è chiarissimo e si trova al primo posto:

1. Principio della semplificazione e del nemico unico

"È necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.".

 


MANDIAMOLI TUTTI A CASA!


Io col partito di Bibbiano non voglio avere nulla a che fare

 

 


Secondo la propaganda grillina, uno dei tanti nemici del popolo italiano è certamente Romano Prodi che assieme al suo PD, viene considerato, dopo Berlusconi (detto: psico-nano, truffolo, testa d'asfalto, ecc.) il secondo vero problema dell'Italia.
Prodi infatti ha, tra le altre colpe, quella di aver chiuso in un cassetto, prima una proposta di piano energetico (VIDEO) prodotto dal lavoro nei Meetup e poi le centinaia di migliaia di firme raccolte in piazza durante i suoi V-Days (i giorni del Vaffanculo) (VIDEO dell'incontro) per le sue proposte di referenda popolari di cui ci occuperemo più avanti in questo stesso articolo.

Nel 2013, durante la prima campagna dei Cinquestelle per la scelta del candidato per il M5S al ruolo di Presidente della Repubblica il candidato uscente dalle quirinarie, cioè la votazione tra gli attivisti vede come prima scelta è il giurista Stefano Rodotà.
È lui l'uomo giusto per fermare Prodi e il PD!
"Nè oggi, né mai, verrà candidato Prodi!", si scatenano i grillini nella rete.

 


Il M5S sceglie Rodotà per il Quirinale

Fonte


Ma nel volgere degli anni, alle quirinarie successive spunta il nome che non ti aspetti.
Non è che nel frattempo il movimento era già stato infiltrato?

Il M5S candida Romano Prodi

Fonte

 

Il M5S doveva mandarli tutti a casa. Parola di Beppe Grillo.

 

Beppe Grillo stringe la mano a Romano Prodi


Vediamo quali sono gli altri principi fondanti del Movimento 5 Stelle e come sono stati traditi.

UNO VALE UNO.
IL MOVIMENTO NON HA UN LEADER

Per far sì che la democrazia dal basso si compia occorre porre fine all'idea di leader e dell'uomo solo al comando.
Del resto lo dicono persino con il loro primo inno ufficiale assieme all'elenco di tutti i punti fondanti del Movimento che fungono da perimetro oltre il quale i grillini non intendono uscire neanche di un millimetro.

 

Beppe Grillo lo ripete ai giornalisti dopo averlo fatto diventare uno dei suoi principali slogan nelle piazze: "il leader è tutto il movimento, non i politici".
Anche a livello locale, nei meetup i ruoli sono sempre a rotazione.

I ruoli nei Meetup generalmente sono i seguenti: l'amministratore del Meetup, il relatore che redige il verbale di ogni singola riunione, il cassiere (che tiene conto delle risorse per autofinanziare le attività locali) e così via.
Il motivo è molto semplice. Se il ruolo è a rotazione non ci saranno leaders e capi. Non ci possono quindi essere degli individui con più potere degli altri, perché è l'assemblea che decide, non uno o più capi.

 


Insomma Grillo è il garante che dovrebbe controllare che nel M5S non entrino persone poco raccomandabili.
Inutile dire che queste semplici regole siano durate il battito di ciglio.
Ciò è accaduto tanto in basso quanto in alto.

Anzi, una volta diventato il CAPO POLITICO del M5S, Luigi Di Maio (ops!) ha saputo fare anche meglio.
Secondo i criteri delle "selezioni ferree" in vista delle politiche del 4 marzo del 2018, Di Maio è riuscito a impedire che in Parlamento potessero entrare figure poco raccomandabili.
Il risultato è stato selezionare soltanto i migliori; esattamente come aveva promesso Grillo dai palchi nelle piazze almeno cinque o sei anni prima.
Emanuele Dessì è forse l'esempio più fulgido di questa selezione.
Ex pugile, sappiamo che i pugili di norma sono dei luminari nelle arti e nelle scienze, mette in mostra sin da subito le qualità che lo hanno contraddistinto, tanto da essere selezionato in modo accurato.
Leggiamo da wikipedia:

Dessì è messo sotto accusa per un video in cui compare assieme all'ex pugile Domenico Spada, condannato per estorsione e membro del clan Spada, e per un suo post su Facebook in cui afferma di aver picchiato un ragazzo rumeno che lo aveva insultato per strada[3]. Ulteriori polemiche nascono per l'alloggio popolare in cui Dessì vive e per cui paga un affitto di soli 7,5 euro mensili[3]. Nonostante il clamore mediatico Dessì viene eletto senatore alle elezioni politiche italiane del 2018. A seguito dell'indagine interna, il collegio dei Probiviri non ha ravvisato alcuna incompatibilità con i principi del Movimento e Dessì è entrato a far parte del gruppo parlamentare 5 Stelle al Senato[2]

Non male per un partito gigliottinaio e manettaro che aveva messo sulle spine gli altri partiti con la questione degli impresentabili.
Dessì è passato per caso o per errore?
No, è frutto di una selezione accurata e certosina. Garantisce il capo politico.
A poco importa se la maggior parte degli attivisti storici è stata fatta fuori senza nemmeno dare una spiegazione.

 


 


 

 






DAL FIATO SUL COLLO DEGLI ALTRI A "FIDATEVI DI ME"
COSÌ TI SCIPPO LA DEMOCRAZIA DAL BASSO IN MEZZO AGLI APPLAUSI DEGLI SCIPPATI

Erano partiti con le webcam nei consigli comunali per poi portarli nelle aule parlamentari e sono finiti per fidarsi del capo.

Grillo squalifica la Cassimatis Grillo, fidatevi di me Il tribunale da ragione alla Cassimatis ma Grillo no

 


NÉ DI DESTRA, NÉ DI SINISTRA
MA OLTRE

 

Beppe Grillo: il M5S non è né di destra, né di sinistra

 

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Beppe Grillo, M5S guardi a sinistra

fonte


QUANDO DECIDI DI RIMANGIARTI LA PAROLA BASTA CHE DICI LA FRASE MEGICA: "MASSÌ, ERANO ALTRI TEMPI, ADESSO SIAMO CRESCIUTI". E LI FOTTI TUTTI

Vi ricordate quando Grillo si scagliava contro la famiglia Agnelli?
Lo sappiamo bene che gli Agnelli erano uno dei suoi bersagli preferiti.
Dipinti, anche giustamente, come delle sanguisughe, nei suoi spettacoli ne tratteggiava le malefatte a colpi di dati, a cominciare dai soldi pubblici divorati dalla FIAT.
Eccone un estratto:

 

Con un partito di onesti al potere, la prima cosa che ti aspetti che venga fatta, è di interrompere immediatamente il dissanguamento.
Certo, come no; ecco come:

 

finanziamenti pubblici alla FCA

 

Ma non erano quelli che dicevano che se una azienda prende soldi pubblici, poi verrà obbligata a mantenere i posti di lavoro in Italia?

 

Stop delocalizzazioni a chi ha preso soldi pubblici. Parola di Di Maio
Stop delocalizzazioni a chi ha preso soldi pubblici. Parola di M5S

Sì, sì; sono proprio loro!

 

FCA licenzia i concessionari auto

Un'altra missione compiuta!

 

IL M5S NON FA ALLEANZE CON NESSUNO DEVONO ANDARE TUTTI A CASA!
TRA NOI E LORO, NE RIMARRÀ UNO SOLO!

È stato forse il primo slogan, di certo è il vero motivo per cui (dicono) che è nato il M5S.
Beppe Grillo lo ripete fino allo sfinimento: I vecchi partiti devono tornare tutti a casa!

Beppe Grillo: non facciamo alleanze con nessuno

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Ma il primissimo dogma del M5S è che non farà mai alleanze con nessuno. La pena sarebbe diventare come gli altri dopo essere stati intaccati dai vecchi partiti.
Insomma secondo Grillo, una volta che il Movimento sarà in Parlamento, non farà mai alleanze con nessuno. Al massimo darà appoggio e ne riceverà soltanto per far passare leggi che sono presenti nel suo programma ma, è chiaro che per sempre il M5S non farà accordi e non allaccerà alleanze con nessuno dei vecchi partiti. Senza se e senza ma, perché lo scopo è uno solo: mandarli tutti a casa!

 

 

22 gennaio 2013

Beppe Grillo: mandiamoli tutti a casa

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5 agosto 2013

Beppe Grillo: mai con il PD

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Tutti concetti ribaditi appena sei mesi prima di tentare l'alleanza sia col PD che con la Lega, con la "politica dei due forni" di Di Maio.

 

17 giugno 2017

 

Il M5S non fa alleanze con nessuno

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Il M5S non fa alleanze né a destra, né a sinistra...
Se il M5S si allea col PD me ne vado, ecc.
Tutte le ultime parole famose di Grillo e della banda dei cinque stelle.

 


2o aprile 2013

Beppe Grillo contro l'inciucio

23gennaio2017

Beppe Grillo: il M5S non fa alleanze

 

25 marzo 2018

Beppe Grillo: Salvini è uno di parola

fonte

Governo Lega-M5S


Quelli del PD?
"Facce da culo", "Sono delle merde mafiose, pedofili e fascisti", "ci hanno venduto per 80 euro"

 

6 dicembre 2009

Beppe Grillo, il PD ha la faccia da culo

 

fonte

 

 

 

Alessandro Di Battista e la piovra del PD

 

 

 

Insomma l'obiettivo dichiarato era uno ed uno solo: il M5S è nato con l'unico scopo di spazzare via la vecchia politica e rifare l'Italia.

 

Legge elettorale M5S-PD
Il M5S rifà la legge elettorale assieme a quelli che doveva mandare a casa. NB. Di Maio continua a fare il capo politico. Ma gli era stato tolto l'icarico?

 

fonte

fonte della disascalia


5 dicembre 2017

 

Di Maio: il M5S non fa alleanze con nessuno

fonte

Di Battista via dal M5S se M5S fa alleanze con il PD


Grillini con foto segnaletiche di politici del PD


24 dicembre 2017

Di Battista mai col PD

 

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=E08_uoLf7V4

 

20 agosto 2019

Di Maio, mai con il partito di Bibbiano

fonte


 

 


 

 

 

Beppe Grillo apre al governo con il PD

fonte

 

 

4 settembre 2019

Nasce il governo M5S-PD

fonte

Governo PD Cinquestelle

Fonte

 

13 agosto 2020

 

Sì ad alleanze

 

13 gennaio 2021

 

l'inciucio di Beppe Grillo

l'inciucio di Beppe Grillo

27 maggio 2021

Intesa M5S-PD

Fonte

 

Certo; è giusto evolversi, dopo essersi presi i voti giurando il contrario...

 

 


 

 

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