Il complotto della patrimoniale spiegato facile.
La liberalizzazione della circolazione dei capitali ha contribuito enormemente a far sì che le rendite dei più ricchi non possano essere di fatto tassate dai singoli Stati, che non siano paradisi fiscali, mentre i poveri residenti che producono sì, perché incatenati al territorio e al relativo sistema fiscale. Da qui la toppa della patrimoniale, che però pare spaventare più i poveri che i ricchi.
Il complotto della patrimoniale è la nuova moda di chi vede la mano dello Stato pronta a rubargli altri soldi. Questa è la tesi di alcuni analfabeti finanziari, ma anche funzionali, dato che si tratta di una vera e propria incomprensione del testo, per di più scritto di proprio pugno.
Secondo loro la patrimoniale è iniqua perché:
“Tassare le rendite finanziarie è ingiusto perché si tratta di investimenti fatti con i risparmi di quanto è già stato tassato sul mio reddito”
È più o meno questa la tesi dell’incauto analfabeta che emerge dai reflui nei social. Ne è la prova questo video che linko per mero divertimento, consapevole che una volta spiegato l’inganno che attarda il cerebro di questi poveri fessi, possa diventare meta per chi mi sta leggendo, per restituire gli insulti diretti a chi non appoggia la tesi.
Table of Contents
Il complotto della patrimoniale del 99% che difende l’1%
A parte ignorare che la norma riguarderebbe i super ricchi, questa teoria del complotto, propugnata in particolare dai super poveri, assomiglia molto a quella del signoraggio, ampiamente smontata parola per parola all’interno del libro di Economia Spiegata Facile. Si basa sulla cieca ignoranza, ma anche sull’incapacità cognitiva dei malcapitati di turno che abboccano. I commenti della stragrande maggioranza degli utenti sono esilaranti. Eccone una breve antologia pescando a caso.








La contraddizione in termini dell’enunciato stesso
La prima dissonanza è contenuta nell’enunciato stesso, messo tra virgolette poco sopra.
Tassare una rendita non significa intaccare il capitale, ovvero il risparmio reinvestito – ma il nuovo profitto che si è ricavato dall’investimento.
Diverso è il discorso sulla tassazione extra dei patrimoni già consolidati (tassati adeguatamente al tempo debito? Tassati troppo poco o sfuggiti alla tassazione?) che, per quanto sia materia delicata nell’abito del diritto, evidenzia la lacuna STRUTTURALE insita nell’attuale sistema iper capitalistico, almeno quanto lo è l’idea del reddito di cittadinanza.
Entrambe le materie evidenziano gli squilibri assoluti e il totale fallimento della normativa fiscale nel contesto turbo liberista vigente.
Qui il problema non è tanto e solo rendersi conto che esistono gli squilibri, ma soprattutto chiedersi come mai con l’euro, grazie al quale saremmo dovuti diventare tutti più ricchi pur lavorando un giorno di meno, ci si stiano ponendo questioni come la patrimoniale e il reddito di cittadinanza… due modi speculari di dare solo il calcio al barattolo che ci ritroveremo comunque più avanti.
Il parallelo delle rendite finanziarie con le normali attività economiche
Facciamo un parallelo semplice con l’impresa.
Se un imprenditore accantona un profitto dopo averci pagato tasse e imposte, e poi REINVESTE nella stessa attività o in una nuova, ricavandone nuovo profitto, vi pare che non ci paghi sopra le tasse?
NOTA A MARGINE: SE INVESTIRE IN PRODOTTI FINANZIARI VERRÀ TASSATO DI MENO, L’IMPRENDITORE SARÀ TENTATO DI METTERE I SOLDI IN BORSA ANZICHÉ NELLA SUA AZIENDA. E infatti il declino economico dell’Italia è iniziato quando – a seguito del divorzio tra Bankitalia e Tesoro – l’industria ha trovato più profittevole la speculazione, rispetto alla produzione di valore.
E chi investito i risparmi in immobili da affittare? Non paga le tasse sulle rendite?
E perché se un imprenditore, che con la sua attività produce valore e genera occupazione, dovrebbe pagare tasse su quel valore per il 42% e invece uno speculatore, che genera profitto solo per sé, senza generare nessun valore per la società, dovrebbe continuare a pagare le tasse solo per il 26%?
Il complotto della patrimoniale metterebbe in fuga i ricchi e per noi sarebbero guai.
Ne sei sicuro? L’Italia è tra le mete predilette dei ricchissimi e non certo perché cerchino di pagare le tasse al posto tuo. Quanto ai consumi? La scarsa abitudine a riflettere ci spinge a credere che un ricco spenda il suo denaro nella stessa proporzione ( e negli stessi beni) di qualsiasi altro cittadino (e allora come fa ad essere ricco?) In realtà il rapporto è completamente diverso: incide di più il cittadino medio sull’economia che non un ricchissimo. Scopri perché.
Esci dal pollaio dei fessi. È ora di capire come funziona la realtà: prendi il libro di Economia Spiegata Facile
E ancora, perché chi per mestiere specula nella finanza (quindi non viene tassato del 42% neanche all’inizio) dovrebbe essere esentato a furor di popolo (bue) dal pagare quanto – se non di più, visto che è un parassita economico – rispetto a un attore che genera valore reale?
È proprio vero che lo schiavo non è quello con la palla al piede, ma colui che difende il suo padrone…
Il progetto di economia spiegata facile era sorto su questo motto: “Da una grande conoscenza deriva un grande potere”
Ecco, di fronte a tale analfabetismo alzo le mani – confidando che la realtà continui a mietere le vittime tra i polli che ci cascano. È soprattutto per questo che ho diradato la mia attività divulgativa (circoscritta all’hobbismo) e già da anni ho cancellato qualsiasi attività in pubblico. La vera speranza di salvezza per la collettività non è più cercare di “salvare” quanti più fessi sia possibile; ma la loro decimazione.



